Siria: Ad Aleppo è in corso una battaglia decisiva tra FSA e Forze regolari

Condanna unanime da parte della Comunità Internazionale

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Siria: Ad Aleppo è in corso una battaglia decisiva tra FSA e Forze regolari

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La battaglia di Aleppo appare sempre più decisiva per le sorti dello scontro tra Free Syrian Army e Esercito regolare. Il Governo è infatti intenzionato ad impedire che Aleppo passi sotto il controllo ribello, divenendo poi una base per l’offensiva dei ribelli contro Damasco. 
Bab al-Hadid, Zahraa, Arkub, Hamdaniyeh e Al-Hindrat Camp, i quartieri dove si sono registrati i combattimenti più violenti. Le truppe governative hanno poi dichiarato di aver ripreso il controllo del distretto di Salaheddin, dopo tre giorni di pesanti combattimenti contro i ribelli. Il FSA ha negato la presa del distretto e continua a controllare diversi quartieri della capitale commerciale siriana, “circa il 30 40 % della città”, come dichiarato dal Capo del consiglio militare del FSA di Aleppo. 
Valerie Amos, responsabile ONU per le operazioni umanitarie, ha denunciato l’esistenza  di una vera e propria emergenza umanitaria con circa 200mila profughi in fuga dalla città e altri civili ancora intrappolati a causa dei bombardamenti dell’Esercito siriano.
Al di fuori di Aleppo il FSA ha occupato il checkpoint di Anadan, a nord di Aleppo, garantendosi così il passaggio tra la seconda città siriana e la Turchia.
Condanne per quello che si sta verificando ad Aleppo, arrivano da più fronti. 
Leon Panetta, Segretario Americano della Difesa, ha dichiarato come l’offensiva lealista contro Aleppo sia solo l’ennesima prova della “violenza cieca” a cui fa ricorso un regime, come quello di Assad, ormai privo ormai di qualunque legittimità e destinato a cadere. La Francia, invece, a cui nel mese di agosto spetterà la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza ONU ha annunciato, per bocca del suo Ministro degli Esteri, Laurent Fabius, la convocazione di una riunione ministeriale sulla Siria. Appello anche da parte della Santa Sede affinché “si ponga fine alle violenze e allo spargimento di sangue e non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto”, garantendo “la necessaria assistenza umanitaria e l’aiuto solidale ai profughi”
Appelli anche dal Consiglio Nazionale Siriano (CNS) che ha chiesto all’ONU di convocare una riunione di emergenza per mettere a punto un piano per proteggere i civili. 
Il Presidente del CNS, Abdel Basset Sayda, ha anche  chiesto che al FSA sia garantito un “sostegno di qualità, perché i ribelli non possono fronteggiare l’Esercito governativo con armi obsolete” e che Assad sia processato per i “massacri” commessi.

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