Siria. "La priorità è una transizione pacifica", John Kerry alla conferenza Amici della Siria
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La Conferenza "Amici della Siria" svoltasi ad Istanbul il 20 aprile ha visto la partecipazionde dei ministri degli Esteri di Turchia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Italia, Germania e Francia, il cosiddetto "core group" degli "Amici della Siria".
In una dichiarazione congiunta emessa dopo la riunione, i ministri hanno ribadito il loro fermo sostegno per una soluzione politica al conflitto in Siria nel quadro del comunicato di Ginevra chiarendo il presidente siriano Bashar al-Assad e i suoi stretti collaboratori non hanno posto nel futuro della Siria e che devono cedere il potere ad un organo esecutivo di transizione.
Nella dichiarazione, i ministri che riconoscono la Coalizione nazionale siriana (Cns) come legittimo rappresentante del popolo siriano hanno accolto con favore la decisione della Lega Araba di trasferire il seggio della Siria alla Cns.
Gli "Amici della Siria" hanno però ignorato le richieste dell'opposizione di istituire una no fly zone sulla Siria per proteggere i confini settentrionali e meridionali e per garantire il ritorno sicuro dei rifugiati siriani e di procedere con "azioni militari specifiche, precise e immediate per proteggere i civili siriani dall'uso di missili balistici e armi chimiche".
A margine della Conferenza, il Segretario di Stato americano John Kerry ha annunciato che il suo paese avrebbe fornito altri 123 milioni di dollari in "assistenza non letale" per l'opposizione siriana, in linea con la decisione del presidente Obama di non fornire aiuti "letali" ai ribelli in Siria, nonostante le pressioni esercitate in tal senso dai governi di Francia e Gran Bretagna.


