Siria. La Spagna lancia un appello affinché si "negozi" un "cessate il fuoco" con Assad
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel García-Margallo, oggi, ha dichiarato che ritiene necessari "negoziati" con il presidente siriano Bashar al-Assad per un "cessate il fuoco", sostenendo una vecchio adagio della diplomazia:"La pace è stata sempre fatta con i nemici."
La Spagna, così come altri paesi europei, in seguito all'accordo del 5+1 sul nucleare iraniano, e soprattutto, dopo aver avuto il via libera dal dagli USA nel rimuovere le sanzioni, cerca di riprendere i rapporti economici con l'Iran. Non passa giorno che arrivi una delegazione di un paese europeo a Teheran.
Le dichiarazioni di Margallo assumono, quindi, una maggior importanza dal momento che sono state rilasciate all'emittente Radio Cadena Ser, riprese da Al Manar, al termine di una visita di Stato di 3 giorni in Iran, il principale sostenitore della Siria nella regione.
Il ministro spagnolo ha spiegato i termini della sua proposta, sottolineando che «una delle parti coinvolte è il governo di Bashar al-Assad che a me personalmente assolutamente non piace (...), ma la pace è stata sempre fatta con i nemici, bisognerà negoziare e raggiungere un cessate il fuoco altrimenti arriveremo a una situazione umanitaria disperata».
In merito alla lotta ai terroristi dell'Isis, Daesh in arabo, il capo della diplomazia ha affermato: «Con Daech non è possibile né negoziare né il dialogo, è necessaria una soluzione militare, ma in un quadro di legalità internazionale attraverso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite», , il cui paese è attualmente un membro non permanente del Consiglio.
Ma, ha avvertito Margallo «se questo non fosse possibile, e sembra che non lo sarà perché la Russia sostiene il governo di Bashar al-Assad, sarebbe sufficiente per noi una decisione della NATO o dell'Unione Europea».
Non sembra casuale che Margallo abbia rilasciato queste dichiarazioni in Iran. Infatti, la Repubblica islamica, al contrario di quello che sostengono molti analisti, non è uscita affatto indebolita dall'accordo sul nucleare. Dunque, può giocare un ruolo decisivo nella risoluzione della crisi siriana.
Francesco Guadagni

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