Siria: venti di guerra tra Damasco e la NATO dopo l’abbattimento del caccia turco

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Siria: venti di guerra tra Damasco e la NATO dopo l’abbattimento del caccia turco

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Un Phantom F-4 turco è stato abbattuto dalla difesa anti - aerea siriana mentre sorvolava la provincia di Hatay. Stando alle ultime ricostruzioni e alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu il caccia, decollato dalla base aerea di Erhac, sarebbe stata abbattuto mentre si trovava nello spazio aereo internazionale. I vertici turchi  assicurano che,  una volta definitivamente chiarite le dinamiche dell’accaduto, saranno assunte tutte le misure necessarie. La Turchia, nel frattempo, si rivolgerà alla NATO sulla base dell’articolo 4 del Trattato Atlantico che prevede consultazioni con i membri alleati in caso di eventi che minaccino l’integrità e/o la sicurezza di uno Stato membro. L’Alleanza Atlantica ne discuterà martedì a Bruxelles.
Le relazioni tra Turchia e Russia, normalizzatesi nel 2004 e suggellate dalla creazione del Consiglio di cooperazione strategica turco – siriano nel 2009, si sono deteriorate con l’inizio delle rivolte contro il regime alawita di Assad. Ankara è infatti passata da posizioni di aperto sostegno nei confronti di Assad al riconoscimento del Consiglio Nazionale Siriano, piattaforma politica che raccoglie le diverse correnti di opposizione ad Assad. Il premier Erdogan non ha tra l’altro mai fatto mistero di propendere per un intervento armato per porre fine alle rivolte per poi assestarsi sulle posizioni assunte dal Consiglio di sicurezza(CdS) dell’ONU.
Intanto, in una conferenza tenuta a Ginevra il 22 giugno, Kofi Annan e Robert Mood hanno invitato la Comunità Internazionale a non allentare la pressione su Damasco. Per il 30 giugno è invece stata programmata una riunione ministeriale tra i delegati degli Stati che compongono il quintetto del CdS e quei Paesi che intrattengono significative relazioni con le parti in campo, Iran compreso.
Assad nel frattempo, dopo il referendum costituzionale e le elezioni parlamentari, ha varato un nuovo governo, composto principalmente da membri del partito Ba’th. Primo Ministro sarà  Riad Hijab  mentre restano al loro posto i vertici di Esteri, Difesa e Interno. Sul fronte militare deve però registrare la defezione di altri sette piloti che si sono rifugiati in Giordania.

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