Soglie e premio di maggioranza: come cambiare l'Italicum sui dettami della Corte costituzionale

La lettera di Paolo Becchi

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Soglie e premio di maggioranza: come cambiare l'Italicum sui dettami della Corte costituzionale

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Vi riproniamo la lettera che oggi il Prof. Becchi ha inviato al Corriere della Sera (p.11) con alcuni spunti di riflessione interessanti sulle trattative in corso sulla legge elettorale.  "Introducendo le preferenze, superando le liste bloccate e indicando una soglia per il premio, si darebbe risposta ai due requisiti indicati dalla Corte"
 
La lettera di Paolo Becchi:
 
Caro direttore,
in una mia precedente intervista a questo giornale (rilasciata ad Alessandro Trocino, giovedì 17 luglio, p.6), avevo sollevato una critica alla "proposta alternativa" presentata dal M5S durante la trattativa con il Pd. La critica si basava sul fatto che anche la proposta del Movimento non corrispondeva a uno dei due criteri indicati dalla Corte Costituzionale nella sua sentenza del Porcellum, e cioè la necessità di indicare una soglia di voti minima per ottenere il premio di maggioranza (così la Corte: "l'assenza di una ragionevole soglia di voti minima per competere all'assegnazione del premio, è pertanto tale da determinare un'alterazione del circuito democratico definito dalla Costituzione"). 
L'idea del M5S di prevedere, per il primo turno, un proporzionale, puro senza alcuna soglia di sbarramento, non teneva conto del fatto che, in questo modo, la probabile frammentazione del voto avrebbe portato al ballottaggio, due partiti o coalizioni con una percentuale non particolarmente alta di voti raggiunti. A quel punto, il premio di maggioranza avrebbe finito per essere attribuito a una forza politica che sarebbe partita da una base di voto presumibilmente molto bassa, di modo da riproporre, così, il problema di una sproporzione irragionevole tra voti conseguiti e seggi assegnati. Per questo motivo mi ero "smarcato" dal Movimento. Ora mi fa piacere che il Movimento si sia "smarcato" da se stesso e dalla sua proposta. Insomma: la "proposta alternativa" è caduta nel nulla ed ora tutta l'attenzione si sposta sull'Italicum. Personalmente, non mi è chiaro, però, se sia stato compreso quale sia il vero limite dell'Italicum, il punto su cui rischia l'incostituzionalità. Cercherò di esporlo, sempre tenendo conto dei "paletti" posti dalla Consulta. L'Italicum ridisegna il premio di maggioranza (340 seggi) introducendo una soglia del 37%, si prevede un ballottaggio tra liste o coalizioni di liste che abbiano ottenuto al primo turno i due migliori risultati, ed all'esito del quale alla lista vincitrice viene attribuito un premio di 327 seggi. E' su questo punto che l'Italicum deve essere corretto: occorre, infatti, che per accedere al secondo turno – e, pertanto, per conseguire il premio di maggioranza – si preveda una soglia di voti minima, così come indicato dalla Corte. Sarebbe sufficiente stabilire, in questo senso, che al ballottaggio possono accedere le due liste più votate e che abbiano conseguito, al primo turno almeno il 20% dei voti. In questo modo, il premio di maggioranza sarebbe attribuito non alla lista che semplicemente ha ottenuto il maggior numero di voti, ma a quella che realmente rappresenta la maggioranza del paese. Senza l'introduzione di questo o di un simile quorum, l'Italicum rappresenta profili di illegittimità analoghi a quelli del Porcellum. Qualcuno potrà obiettare: e se nessuno raggiunge il 20%? In quel caso non resterebbe che fare intervenire un sistema proporzionale con uno sbarramento selettivo. Introducendo le preferenze, superando le liste bloccate e indicando una soglia per il premio, si darebbe risposta ai due requisiti indicati dalla Corte. E l'Italicum non presenterebbe più alcun rischio.

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