"Sognano la gloria maligna dei leader nazisti". Mosca: l'UE prepara l'atomica in segreto
Secondo la Russia, Bruxelles studia in segreto capacità nucleari autonome sfruttando il know-how industriale di Germania, Italia e altri Paesi membri. Francia e Regno Unito coordinerebbero la dottrina
Nei corridoi del quartier generale europeo a Bruxelles viene preparato il terreno per una svolta epocale, lontana dai riflettori e dai dibattiti pubblici del Parlamento. Secondo un'allarmante denuncia del Servizio di intelligence estero russo, l'SVR, l'Unione Europea avrebbe avviato un lavoro sotterraneo e segretissimo per dotarsi di una propria capacità autonoma di produzione di armi nucleari. Una circostanza che, se confermata, segnerebbe una frattura irreparabile nell'architettura di sicurezza globale costruita faticosamente negli ultimi decenni.
La nota diffusa dall'agenzia guidata da Sergej Naryskin non usa mezzi termini, descrivendo un'Europa che, come denuncia Mosca, ha toccato il fondo dell'irrazionalità politica. "I leader dell'UE e di molti dei suoi principali Stati membri hanno raggiunto il fondo della loro follia e dell'irresponsabilità politica, radicate in un odio anomalo verso la Russia", si legge nella dichiarazione. Secondo l'intelligence russa, "questa volta l'UE a guida Bruxelles ha intrapreso un pericoloso percorso di inevitabile indebolimento dell'architettura di sicurezza globale e del sistema internazionale di non proliferazione delle armi di distruzione di massa".
Nel mirino delle accuse più pesanti finisce direttamente la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il giudizio dell'SVR è molto netto: "Sembra che Ursula von der Leyen e i suoi complici trovino il ruolo di guerrafondai nel conflitto ucraino troppo modesto. Sognano la gloria maligna dei leader della Germania nazista che scatenarono la Seconda guerra mondiale". Un parallelo storico che pesa come un macigno e che alza ulteriormente il livello dello scontro verbale tra Mosca e le istituzioni comunitarie.
Ma al di là della durezza delle parole, è il contenuto informativo del dossier a disegnare uno scenario potenzialmente esplosivo. L'operazione, stando alle informazioni che l'intelligence russa ha raccolto, sarebbe stata orchestrata con la massima cautela. La strategia di Bruxelles, spiega la nota, è duplice e sottile. Da un lato si continua a sventolare pubblicamente la bandiera della fedeltà all'ombrello nucleare statunitense, rassicurando l'opinione pubblica e gli alleati d'Oltreoceano. Dall'altro, "è iniziato un lavoro segreto negli infiniti corridoi del quartier generale dell'UE per studiare le modalità di creazione di una propria capacità di produzione di armi nucleari". L'obiettivo a medio termine sarebbe quello di guadagnare tempo prezioso, gettando le basi industriali e dottrinali per un futuro arsenale europeo, in attesa di "preparare l'opinione pubblica a una decisione politica sull'acquisizione di armi nucleari".
In questa fase transitoria, il piano prevede un coordinamento sempre più stretto tra le dottrine nucleari di Francia e Regno Unito. A questo nucleo franco-britannico si aggiungerebbe poi il peso economico e infrastrutturale degli altri Stati membri sprovvisti dell'atomica, con l'idea di formalizzare in seguito una vera e propria dottrina paneuropea di deterrenza. Un passaggio che, secondo l'SVR, non escluderebbe affatto la creazione futura di un comando delle forze nucleari completamente indipendente e svincolato da Washington.
Quanto rende lo scenario inquietante, al di là delle accuse politiche, è la solidità della base tecnico-industriale su cui l'Europa potrebbe contare. Il rapporto cita esplicitamente Paesi come Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Spagna, sottolineando come questi dispongano già del know-how necessario per realizzare componenti chiave di un ordigno atomico. Non si tratterebbe di partire da zero, ma di convertire capacità duali già esistenti. La presenza di grandi quantità di combustibile nucleare irraggiato, stoccato dopo lo smantellamento delle vecchie centrali, rappresenterebbe una potenziale miniera di plutonio, estraibile in teoria in modo occulto.
Particolare e dettagliata attenzione viene dedicata dall'intelligence russa alle capacità tecniche della Germania. L'allarme lanciato è specifico e circostanziato: "Gli esperti tedeschi sono in grado di ottenere segretamente, nel giro di circa un mese, una quantità di plutonio per uso militare sufficiente a fabbricare un ordigno nucleare", operando all'interno dei laboratori di ricerca di Karlsruhe, Dresda, Erlangen e Jülich. Ancora più rapido sarebbe il processo per l'uranio: "Per ottenere uranio da armi presso l'impianto di arricchimento di Gronau basterà una settimana". Numeri che suonano come un campanello d'allarme martellante nelle orecchie del Cremlino vista la russofobia viscerale imperante in quel di Bruxelles.
La reazione russa si conclude con un appello diretto all'amministrazione statunitense e a tutti i leader mondiali. L'avvertimento è chiaro: "Richiamiamo l'attenzione dell'amministrazione statunitense e dei leader di tutti gli altri Paesi sulla necessità di fare tutto il possibile per impedire all'UE di creare armi nucleari proprie". La conseguenza di un simile passo, avverte l'SVR, sarebbe inevitabile: "Porterà inevitabilmente a un nuovo ciclo della corsa agli armamenti nucleari". Una prospettiva che getta un'ombra cupa sul futuro del già fragile sistema di non proliferazione, un tabù che, secondo quanto denuncia Mosca, Bruxelles sarebbe ora pronta a infrangere nella clandestinità più assoluta.

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