Sostenitori di Bolsonaro hanno tentato di invadere il quartier generale della polizia a Brasilia e bruciato veicoli

1625
Sostenitori di Bolsonaro hanno tentato di invadere il quartier generale della polizia a Brasilia e bruciato veicoli

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Clima teso in Brasile dove ieri Lula ha ricevuto il diploma che certifica la sua vittoria elettorale in una cerimonia che nei fatti chiude ufficialmente il processo elettorale brasiliano, ma il presidente uscente Bolsonaro - dopo un lungo silenzio - continua a mostrare scetticismo verso la vittoria di Lula e continua a fare richiami che alludono a un intervento delle forze armate brasiliane come argine al “socialismo”. 

Proprio nella giornata di ieri sostenitori di estrema destra del presidente Jair Bolsonaro hanno bruciato decine di auto e autobus in diverse regioni di Brasilia per protestare contro l'elezione dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, ufficializzato come futuro capo di Stato dal tribunale elettorale.

Secondo fonti di polizia, i commando pro-Bolsonaro hanno cercato di entrare nella sede della Polizia federale dopo che un leader indigeno alleato di Bolsonaro era stato arrestato per atti antidemocratici.

La polizia del Distretto Federale di Brasilia ha represso con gas e proiettili di gomma l'invasione dell'edificio della Polizia Federale.

"La situazione è estremamente tesa", ha dichiarato un portavoce della polizia alla CNN Brasile.

Secondo i media locali, le autorità hanno temporaneamente trattenuto José Acácio Serere Xavante per un periodo iniziale di 10 giorni. La richiesta di arresto è arrivata dal ministro della Corte Suprema Federale e della Corte Elettorale Superiore brasiliana, Alexandre de Moraes.

Diversi gruppi circolavano per i larghi viali di Brasilia compiendo atti di vandalismo e per questo la sicurezza di Lula è stata rafforzata all'hotel Meliá 21, dove alloggiava dopo aver prestato giuramento questo pomeriggio come presidente eletto in una cerimonia presso il Tribunale Superiore Elettorale.

Dopo la cerimonia, Bolsonaro ha ricevuto nei giardini della residenza presidenziale, il Palazzo Alvorada, centinaia di manifestanti che chiedono un colpo di Stato dell'esercito per impedire il terzo mandato del leader del Partito dei Lavoratori.

In quel piccolo evento informale, un sacerdote, al fianco di Bolsonaro, ha incoraggiato i sostenitori del golpe a continuare a manifestare e ha definito Lula un "ladro".

"La sicurezza del presidente Lula è garantita", ha dichiarato il futuro ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza, Flavio Dino.

Il governatore di Brasilia, Ibanés Rocha, ha dichiarato che la polizia è in grado di controllare i disordini.

Questo lunedì notte ci sono stati blocchi in alcuni punti di accesso alla Spianata dei Ministeri, il cuore dei poteri della capitale brasiliana.

I sostenitori di Bolsonaro che chiedono apertamente il golpe manifestano dallo scorso 30 di ottobre, quando il presidente uscente è uscito sconfitto nel ballottaggio con Lula. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti