Spagna in rivolta per la casa: tende a Puerta del Sol, minaccia di sciopero generale
Il caso di María del Carmen ha trasformato la piazza madrilena in un accampamento permanente. Dietro la protesta c'è la rabbia per un mercato immobiliare ridotto a mera rendita finanziaria e per i centri storici diventati parchi a tema
Settanta anni. Tanti ne erano passati da quando María del Carmen, per tutti semplicemente Maricarmen, aveva varcato la soglia di quell'appartamento in affitto nel cuore di Madrid. A 87 anni, però, la vita le ha presentato uno sfratto esecutivo, lasciando la strada come unica destinazione. Il suo non è stato un caso isolato, ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso di Pandora già colmo da tempo, trasformando il dramma di una donna nell'urlo di un'intera nazione.
Nel fine settimana, il centro della capitale spagnola si è trasformato in un campo base di indignazione. Circa venticinquemila persone hanno sfilato per le strade e, quando il sole è tramontato, in cinquecento hanno deciso che non sarebbero tornati a casa. Hanno piantato le tende in Puerta del Sol, proprio sotto il naso del governo regionale, trasformando la piazza simbolo della movida e della politica in un dormitorio a cielo aperto e in un'assemblea permanente.
Tra striscioni e il coro che recita "O cade il rendismo o cade il governo", il sindacato degli inquilini ha dettato la linea. Le richieste non ammettono repliche: vietare l'acquisto di case a chi non deve abitarci, contratti a tempo indeterminato, blocco degli affitti e lo stop immediato agli sfratti senza una sistemazione alternativa. I grandi fondi immobiliari, da loro ribattezzati "avvoltoi", dovrebbero vedere i propri asset espropriati. La minaccia, lanciata dai portavoce del movimento, è chiara: se il decreto non conterrà queste misure, la piazza non si muoverà e i grandi sindacati potrebbero scendere in campo con uno sciopero generale.
La rabbia di Maricarmen è il volto umano di una statistica spietata. Nel secondo trimestre di questo 2026, i prezzi delle case in Spagna sono schizzati in alto di oltre il dodici per cento, con Madrid che supera la media nazionale. Il Banco de España ha calcolato un buco di 750.000 abitazioni non costruite negli ultimi quattro anni, un deficit che ha trasformato la ricerca di un tetto in una corsa a ostacoli senza fine per le classi medio-basse.
Dietro i numeri e le tende piantate in piazza, però, si nasconde una mutazione genetica del concetto stesso di abitare. La casa, per decenni baluardo della sicurezza sociale e affettiva, è stata progressivamente ridotta a mero asset finanziario. È la logica neoliberista portata alle sue estreme conseguenze: il mattone non serve più a riparare dalle intemperie, ma a generare rendite, a impacchettare debiti, a far gonfiare i bilanci dei grandi capitali internazionali. In questo mercato senza anima, il diritto all'abitare è diventato un lusso, un optional per chi può permettersi di speculare, mentre chi non genera profitto viene semplicemente espulso.
???? MADRID SE LEVANTA VS EL GOBIERNO DE ULTRA DERDCHA DE @IdiazAyuso
— La Catrina Norteña (@catrina_nortena) September 29, 2026
La Alcaldesa les mandó a su policía para parar las protestas en contra de su gobierno y la gentifricación por fondos de inversión, pero el Pueblo de Madrid no se dejó y terminó expulsando a la policía.
Adiós a… pic.twitter.com/nDY0ZoUNs5
A questa finanziarizzazione si è sovrapposta, implacabile, la turistificazione dei centri urbani. Le grandi città spagnole, Madrid in testa, sono state svuotate della loro linfa vitale per essere riconvertite in parchi a tema per visitatori di passaggio. I centri storici sono diventati vetrine inaccessibili, dove il prezzo del caffè e quello dell'affitto crescono di pari passo, mentre le botteghe di prima necessità lasciano il posto a negozi di souvenir.
Chi dorme in tenda a Puerta del Sol non sta solo chiedendo un tetto, sta tentando di riprendersi la propria città. Afferma che le metropoli non possono essere solo hub di transito per il capitale e il tempo libero, ma devono restare luoghi dove le persone, anche quelle di ottantasette anni, hanno il diritto di invecchiare senza essere trattate come uno scarto della società.


