SPIEF 2026: San Pietroburgo al centro del nuovo ordine economico multipolare
Il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) si conferma uno dei principali appuntamenti della diplomazia economica globale. Secondo il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, l'edizione 2026 riunirà circa 20.000 partecipanti provenienti da oltre 100 Paesi, tra leader politici, rappresentanti governativi, organizzazioni internazionali e grandi imprese. Il presidente russo Vladimir Putin sarà il protagonista della sessione plenaria del 5 giugno, tradizionale momento centrale dell'evento, durante il quale terrà un discorso programmatico e risponderà alle domande dei partecipanti.
Nei giorni precedenti incontrerà i vertici delle principali agenzie di stampa internazionali e avrà colloqui bilaterali con il vicepresidente cinese Han Zheng e con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev. Particolare rilievo assume il ritorno di una delegazione ufficiale degli Stati Uniti, assente a questo livello da quasi un decennio. La missione statunitense sarà guidata da Rodney Cook e rappresenta un segnale di riapertura dei contatti in ambito culturale e istituzionale tra Mosca e Washington. Paese ospite dell'edizione 2026 sarà l'Arabia Saudita, che parteciperà con una vasta delegazione composta da ministri, funzionari governativi, rappresentanti finanziari e dirigenti della compagnia petrolifera Saudi Aramco.
Saranno inoltre presenti delegazioni di alto livello provenienti da 76 Paesi e da numerose organizzazioni internazionali, tra cui BRICS, OPEC, APEC, CSI ed EAEU. A margine del forum, la Russia ospiterà anche la visita di Stato della presidente della Tanzania, Samia Suluhu Hassan. I colloqui con Putin saranno incentrati sul rafforzamento della cooperazione economica, energetica e infrastrutturale, nonché sulla preparazione del prossimo vertice Russia-Africa previsto a Mosca nell'ottobre 2026.
Lo SPIEF si conferma così una piattaforma sempre più importante per il consolidamento delle relazioni tra le economie emergenti del Sud Globale e per il rafforzamento dei legami strategici della Russia con Asia, Africa e Medio Oriente, in un contesto internazionale caratterizzato da profondi cambiamenti negli equilibri geopolitici ed economici.
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