Spy story in Yemen: kamikaze al-Qaeda era un infiltrato della Cia
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L'individuo scelto da al-Qaeda in Yemen per far saltare un aereo di linea americano era un agente della CIA. L'agente, che lavorava sia per i servizi americani che per quelli sauditi, si era infiltrato nell'organizzazione al-Qaeda nella penisola arabica (AQAP) e si era proposto volontario per la missione. Quando ha ricevuto l’ordigno – un nuovo tipo delle cosiddette mutande bomba – ha raggiunto gli Emirati Arabi Uniti, dove ha consegnato la bomba agli 007 americani. Fonti governative americane rimaste anonime l'hanno fatto trapelare oggi, due giorni dopo che la Casa Bianca aveva annunciato di aver prevenuto il tentativo di attentato terrorista. Inoltre, grazie alle informazioni ricevute dall'infiltrato, la Cia è riuscita a individuare e uccidere Fahd Al Quso, uno dei responsabili operativi di Al Qaeda nello Yemen. Un drone lo ha centrato con un missile nella giornata di domenica.
L'agente era riuscito ad infiltrarsi nella rete terrorista grazie soprattutto all'intelligence saudita: Riad, da tempo, ha avviato un programma per «riconvertire» i militanti islamisti e questo le ha dato accesso a numerosi elementi poi impiegati per contrastare i terroristi nella Penisola arabica. Un uomo, reclutato dai sauditi, è così riuscito a raggiungere i seguaci di Osama presenti nel sud dello Yemen. E qui li avrebbe convinti sulla sua determinazione ad agire nel nome di Al Qaeda: all’infiltrato è stata fornita l’arma per distruggere un jet passeggeri diretto negli Usa e doveva essere lui a scegliere il bersaglio.
La minaccia sventata non ha però dissipato i timori. Da un lato, l’Fbi sta cercando di capire se la bomba poteva eludere i controlli negli aeroporti: secondo alcuni i body-scanner l’avrebbero scoperta, ma non c’è la certezza. Dall'altro, lo Yemen si conferma un punto di tensione regionale – Al Qaeda è molto forte – ma che può diventare la piattaforma «di lancio» per attacchi contro gli Stati Uniti. E per questo ci si attende un’espansione delle incursioni statunitensi nel tentativo di accrescere la pressione sui fedeli di Bin Laden.


