Stampa sotto attacco: sale a 264 il bilancio dei giornalisti uccisi da Israele dall'ottobre 2023
Secondo quanto rivelato il 20 luglio dal Sindacato dei giornalisti palestinesi (PJS), le forze israeliane hanno ucciso otto giornalisti e commesso almeno 467 violazioni contro gli operatori dei media nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza durante la prima metà del 2026.
I dati sono stati illustrati a Ramallah da Mohammed al-Lahham, capo del Comitato per le Libertà del sindacato. Durante una conferenza stampa, al-Lahham ha denunciato «467 crimini e violazioni» compiuti dall'esercito israeliano e dai coloni tra gennaio e giugno.
Oltre il 41% dei casi (192 episodi in totale) ha riguardato il blocco della copertura giornalistica o il fermo delle troupe. Secondo Lahham, ciò evidenzia «una politica sistematica volta a oscurare il panorama mediatico nei territori palestinesi occupati». Con questi ultimi otto decessi, il bilancio dei giornalisti palestinesi uccisi da Israele dall'ottobre 2023 sale a 264.
Il rapporto documenta inoltre 27 arresti, 29 episodi di colpi da fuoco indirizzati ai reporter, 78 casi di intossicazione da gas lacrimogeni o granate stordenti e due ferimenti da arma da fuoco.
Il presidente del sindacato, Nasser Abu Bakr, ha dichiarato che l'organizzazione sta promuovendo azioni legali contro Israele presso gli organismi internazionali, sollecitando la Corte Penale Internazionale (CPI) ad accelerare le indagini sui presunti crimini commessi contro la stampa.
«Gli attacchi contro i giornalisti non sono episodi isolati, ma parte di un'aggressione deliberata per colpire il diritto alla conoscenza e alla trasmissione della verità», ha affermato Abu Bakr.
Dall'ottobre 2023 a fine giugno 2026, il PJS ha registrato complessivamente 4.127 violazioni contro i giornalisti palestinesi, tra cui la distruzione di 187 sedi di testate giornalistiche e di 140 abitazioni di cronisti.
A questi dati si aggiunge l'allarme lanciato dal Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ). Lo scorso 25 febbraio, l'ONG ha attribuito all'esercito israeliano la responsabilità diretta di due terzi dei 129 reporter uccisi nel mondo nel 2025, definendolo l'anno più letale per la stampa negli ultimi trent'anni. Si è trattato del secondo anno record consecutivo, causato «principalmente dalle azioni di un singolo governo», ha precisato l'organizzazione.
Inoltre, precedenti inchieste del CPJ avevano denunciato come i giornalisti palestinesi reclusi nelle carceri israeliane venissero sottoposti ad «abusi sistematici», comprese torture, violenze sessuali e la negazione di cure mediche. Tutti i 59 reporter intervistati dall'organizzazione (tranne uno) hanno confermato di aver subito simili brutalità. Dal mese di ottobre 2023, il CPJ ha documentato la detenzione di almeno 94 giornalisti, la maggior parte dei quali reclusi a tempo indeterminato senza formale accusa tramite la detenzione amministrativa: una pratica che rivela, secondo l'ONG, «una strategia deliberata per intimidire e mettere a tacere la stampa».


