Strage al matrimonio in Iran, l'inchiesta del NYT: "La bomba era degli USA"
Un'inchiesta del New York Times ha confermato che la bomba che ha colpito un matrimonio nel sud dell'Iran, causando la morte di almeno cinque persone (tra cui un bambino) e oltre 68 feriti, era di fabbricazione statunitense. Il raid si è consumato a Kuhestak, nella contea di Sirik, durante una serie di attacchi condotti da Washington nella regione meridionale del Paese.
???? Una vivienda donde se celebraba la boda fue alcanzada por un ataque del Ejército de EEUU en el sur de Irán.
— HispanTV (@Nexo_Latino) September 2, 2026
???? Las imágenes muestran el interior de la casa tras el impacto, mientras familiares e invitados se encontraban reunidos para la celebración. pic.twitter.com/pElNy9LJQl
L'analisi visiva dei filmati, le testimonianze locali e le valutazioni degli esperti d'armi indicano l'impiego di una bomba guidata di tipo JSOW, munizione in dotazione esclusiva al Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Trevor Ball, analista del Armament Research Services, ha confermato che i resti trovati sul luogo dell'impatto — in particolare le alette posteriori, la disposizione delle viti e il rivestimento speciale — corrispondono esattamente ai componenti delle bombe statunitensi, riprese peraltro sotto le ali di un caccia americano in un video diffuso dallo stesso CENTCOM poco prima delle operazioni.
Secondo le ricostruzioni, l'ordigno ha centrato in pieno la sezione della residenza riservata alle donne, motivo per cui la maggior parte delle vittime e dei feriti sono donne e bambini. "Nessuno stava arricchendo l'uranio al matrimonio e non eravamo vicini a zone militari", ha raccontato sui social Mutahareh, una delle invitate, descrivendo come la festa si sia trasformata in tragedia.
Interpellato sull'accaduto, il portavoce del CENTCOM, Tim Hawkins, ha dichiarato che l'esercito americano "non prende mai di mira deliberatamente i civili", sostenendo che gli attacchi miravano a infrastrutture militari e di comunicazione. Tuttavia, esperti di diritto internazionale come il professor Adil Haque (Rutgers University) hanno definito l'evento "inspiegabile e indifendibile", sottolineando la totale assenza di obiettivi strategici nell'area residenziale colpita.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha respinto con fermezza le giustificazioni di Washington, accusando gli Stati Uniti di crimini di guerra e richiamando alla memoria i precendenti raid statunitensi che in passato hanno già colpito cerimonie e civili in Iraq e Afghanistan.


