Stretto di Hormuz blindato: perché il piano economico degli Stati Uniti sta fallendo e chi sta vincendo davvero

2460
Stretto di Hormuz blindato: perché il piano economico degli Stati Uniti sta fallendo e chi sta vincendo davvero

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Alla fine di aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva previsto che l'Iran sarebbe "esploso" nel giro di pochi giorni. La causa? Il blocco navale imposto dagli USA sul porto iraniano, destinato a colpire i giacimenti petroliferi e le infrastrutture del Paese.

"Il blocco è geniale", ha dichiarato Trump ai giornalisti. "Ora non devono far altro che arrendersi; è tutto ciò che devono fare. Devono solo dire: 'Ci arrendiamo'".

I fatti, tuttavia, stanno dimostrando il contrario. Non ci sono prove di un collasso delle infrastrutture energetiche iraniane. Teheran vanta infatti decenni di esperienza nella gestione delle sanzioni e nella riduzione della produzione petrolifera, una "memoria istituzionale" riattivatasi immediatamente:

  • Anni '80 (Guerra Iran-Iraq): Produzione tagliata da oltre 5 milioni di barili al giorno a meno di 1,5 milioni.

  • Sanzioni di "massima pressione" (Primo mandato Trump): Produzione ridotta di 2 milioni di barili al giorno.

  • Crisi attuale (Blocco dal 13 aprile): Taglio stimato di circa 400.000 barili al giorno.

"Abbiamo sufficiente competenza ed esperienza, non siamo preoccupati", ha affermato Hamid Hosseini, portavoce dell'Associazione iraniana degli esportatori di petrolio, gas e prodotti petrolchimici.

L'effetto boomerang: il Golfo è in ginocchio

Mentre l'Iran incassa il colpo, sono gli alleati regionali di Washington a subire i danni maggiori. Il contro-blocco di Teheran e la chiusura dello Stretto di Hormuz – attraverso il quale transita un quarto della produzione petrolifera mondiale – stanno scuotendo le fondamenta economiche del Golfo.

Il caso Kuwait

Secondo il sito di monitoraggio marittimo TankerTrackers.com, ad aprile il Kuwait ha registrato zero esportazioni di petrolio greggio per la prima volta dalla fine della Guerra del Golfo del 1991. Non avendo rotte alternative, il Paese ha dovuto dirottare la produzione verso lo stoccaggio e la raffinazione interna.

Andreas Krieg, professore associato al King's College di Londra, ha spiegato a Middle East Eye:

"Il duplice blocco sta danneggiando l'Iran, ma sta anche attaccando le fondamenta del modello economico del Golfo. I produttori locali non possono assistere passivamente: esportazioni, logistica, costi assicurativi, importazioni alimentari e fiducia degli investitori sono sotto attacco. Viene meno la credibilità del Golfo come hub sicuro."

A differenza dell'Iran, le economie del Golfo non sanno gestire le sanzioni e rischiano di perdere la massiccia forza lavoro migrante se le condizioni dovessero peggiorare.

Emirati Arabi Uniti: crolla il turismo e scatta la crisi finanziaria

La scommessa degli Emirati Arabi Uniti sull'alleanza con Israele per proiettare la propria influenza si sta rivelando un fallimento. Il settore non petrolifero, ritenuto solido fino al 27 febbraio, è in forte crisi.

Secondo le previsioni di Moody's Analytics:

  • Il tasso di occupazione alberghiera nella seconda metà dell'anno crollerà al 10% (rispetto all'80% pre-conflitto).

  • Si assiste di fatto alla chiusura di ampie porzioni del settore dell'ospitalità.

  • Migliaia di lavoratori del turismo sono già stati licenziati o messi in cassa integrazione.

Il fallimento del "Project Freedom"

I segnali che i piani di Trump fossero esagerati sono emersi a inizio maggio, quando è fallita l'iniziativa statunitense "Project Freedom", nata per scortare le navi commerciali attraverso Hormuz. Nonostante Trump parlasse di un intervento richiesto da paesi "spettatori innocenti", l'operazione ha garantito il passaggio di sole due navi battenti bandiera americana.

Effetti geopolitici a cascata

La crisi si sta estendendo all'Asia meridionale e al resto del Medio Oriente:

  • Pakistan: Abu Dhabi, irritata dai tentativi di mediazione pakistani tra USA e Iran (e a corto di liquidità), ha richiesto l'immediato rimborso di un prestito di 3,5 miliardi di dollari.

  • Trattative segrete: Ad aprile è emerso che gli Emirati erano in trattativa con l'amministrazione Trump per un piano di salvataggio finanziario, simile a quello concesso all'Argentina.

  • Egitto, Libano e Siria: Dipendono dai capitali del Golfo. Con la crisi degli emirati, questi aiuti diventeranno molto più selettivi, condizionati e strategici.

Crisi globale: raddoppiato il prezzo del carburante

L'impatto economico ha raggiunto il Sud-est asiatico, fortemente dipendente dal greggio del Medio Oriente (le Filippine vi fanno affidamento per il 95-96%, il Vietnam per l'85-87%, la Thailandia per almeno il 60%).

Settore Impatto e Conseguenze Globali
Carburanti Prezzi alla pompa raddoppiati in Malesia. Filippine e Thailandia introducono la settimana corta (4 giorni) e lo smart working per risparmiare carburante.
Agricoltura Prezzi dei fertilizzanti azotati in aumento dell'80%. Svein Tore Holsether (CEO di Yara International) avverte: i raccolti potrebbero ridursi fino al 50%.
Alimentazione Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), ad aprile i prezzi globali dei beni alimentari hanno toccato il livello più alto dal 2023.

Arnaud Bertrand, analista geopolitico basato a Kuala Lumpur, ha spiegato a MEE che i governi locali stanno spendendo cifre insostenibili in sussidi per evitare rivolte popolari. Sul lungo periodo, però, lo shock accelererà la transizione verso l'energia solare, eolica e idroelettrica nella regione.

Il declino dell'egemonia statunitense

Le conseguenze geopolitiche a lungo termine per gli Stati Uniti rischiano di essere profonde. Il presidente filippino Ferdinand Marcos, storico alleato di Washington, ha già avviato clamorose aperture diplomatiche verso la Cina.

Anche all'interno degli Stati Uniti cresce il pessimismo degli analisti:

  • Robert Kagan (neoconservatore), in un articolo su The Atlantic, ha avvertito che Washington va incontro a una "sconfitta totale" contro l'Iran: "Non ci sarà alcun ritorno allo status quo ante, il danno è irreversibile".

  • Tom Pickering (ex ambasciatore USA in Israele), sulla rivista Foreign Affairs, ha ammesso che Trump sbaglia a credere di avere tutte le carte in mano. Gli Stati Uniti dovranno probabilmente scendere a patti con Teheran e accettare un "sovrapprezzo" per il transito nello Stretto.

In conclusione, questa guerra ha distrutto un mito geopolitico: l'idea che la potenza statunitense sia in grado di garantire le rotte marittime globali e proteggere i propri alleati.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali di Paolo Desogus L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti