Striscia di Gaza, la tragedia dopo gli scavi: l'ultimo saluto a 112 vittime ritrovate sotto i detriti
Nel quartiere di Al-Sabra a Gaza City si sono svolti i funerali di 112 persone i cui resti sono stati estratti dalle macerie a distanza di quasi tre anni dal bombardamento che ne aveva causato la morte. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di migliaia di residenti, ha rappresentato uno dei momenti commemorativi più imponenti registrati nell'area per numero di salme coinvolte in un unico rito funebre. I corpi, avvolti nelle bandiere palestinesi, appartengono ai membri delle famiglie Abu Sharia e Al-Hasayna, rimasti uccisi il 23 novembre 2023 a seguito dell'abbattimento delle palazzine residenziali in cui si trovavano.
Le operazioni di recupero condotte dalla Protezione Civile locale hanno permesso di identificare tra i resti restituiti dal crollo 40 minori, 38 donne e 7 persone con disabilità. I soccorritori hanno tuttavia evidenziato come il bilancio di quel singolo bombardamento rimanga incompleto, stimando la presenza di ulteriori 157 salme ancora sepolte sotto i detriti dello stesso complesso. Le attività di scavo procedono in condizioni igienico-sanitarie critiche e con strumenti precari, riflettendo una situazione strutturale che, secondo le stime delle autorità locali, vede ancora circa 9.500 salme non recuperate nell'intero territorio della Striscia a causa della mancanza di macchinari pesanti e attrezzature specializzate.
L'estrazione dei resti e la successiva cerimonia si inseriscono nel complesso scenario successivo al cessate il fuoco dell'ottobre 2025, giunto a chiusura della fase più intensa delle ostilità avviatesi nell'ottobre 2023. I dati forniti dal Ministero della Salute e dalle organizzazioni internazionali tracciano un bilancio complessivo di oltre 73.000 vittime e 174.000 feriti dall'inizio del conflitto, unitamente a una devastazione che ha colpito circa il 90% delle infrastrutture umane e civili con stime di ricostruzione valutate dalle Nazioni Unite nell'ordine dei 70 miliardi di dollari. Nonostante la tregua in vigore, il contesto sul campo rimane precario, segnato da periodiche riprese dei bombardamenti e da un conteggio delle vittime che continua a salire anche nel periodo successivo all'accordo di intesa.


