"Su TTIP, sanzioni alla Russia e interessi strategici a rischio si apra al più presto un dialogo in Italia". Commissione esteri M5S

Questo è possibile in Francia, Germania e Austria, paesi in cui è rimasto un ultimo barlume di sovranità...

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"Su TTIP, sanzioni alla Russia e interessi strategici a rischio si apra al più presto un dialogo in Italia". Commissione esteri M5S

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Su sanzioni alla Russia, TTIP e crisi in Ucraina, la Commissione Affari esteri del Movimento Cinque Stelle si è espressa in un articolo pubblicato ieri. Mentre in Francia, Germania ed Austria si è aperto almeno un dibattito sulle scelte intraprese da Bruxelles in linea con Washington, in Italia tutto questo sembra impossibile, impedito da un ostracismo di un'informazione unidirezionale nella menzogna e un servilismo del governo Renzi dilagante. Non c'è  più spazio per la nostra sovranità, dunque, anche per questioni che non abbiamo (ancora) delegato e che stanno distruggendo ineressi strategici nazionali. Sarà possibile almeno l'apertura di un dialogo su questi temi in Italia o, secondo voi, ci ritroveremo all'interno del TTIP senza neanche un voto referendario come fu per l'euro?


Oltre 200 mila vittime e circa 6,5 milioni di sfollati. La Siria è un Paese che non c'è più. C'era, ed era bellissimo prima che diventasse teatro di una delle più sanguinose guerre civili degli ultimi dieci anni. L'Ucraina, dall'aprile scorso, è terra di mezzo: contesa tra due blocchi, divisa tra separatisti e filo-governativi, invasa dagli interessi della comunità internazionale. Il Trattato di libero scambio tra Usa e Unione Europea (Ttip) è il tassello di un mosaico ben più complesso, nel quale si inseriscono elementi che nelle ultime settimane hanno evidenziato l'avvio di uno stravolgimento dello scacchiere geopolitico mondiale.
 
Tra il crollo del rublo russo e gli choc petroliferi che hanno investito le maggiori economie anti-americane c'è più di una relazione logica. Il presunto disgelo tra Cuba e Stati Uniti è la silloge di un cambiamento che vede il nostro Paese attore passivo e rinunciatario, alla mercè di superpotenze che hanno impresso un indirizzo alla nostra politica economica e monetaria.
 
Ma i principali quotidiani nazionali mascherano la realtà, nascondendoci che i nostri interessi - economici, politici, sociali - oggi sono drammaticamente a rischio, perché l'Europa ha deciso di seguire la strategia avventuristica statunitense in Ucraina. Pur di portare la Nato ai confini della Russia, pur di sostituire le esportazioni del gas russo in Ue con il suo più costoso gas di scisto, e pur di creare le premesse perché il TTIP si trasformi in una tappa forzata d'integrazione europea, gli Stati Uniti - e Bruxelles come ruota di scorta - hanno deciso di soffocare Mosca attraverso quella che Ambrose Evans-Prtichard dalle colonne del Telegraph ha definito una "bomba atomica finanziaria".
 
Renzi e il suo governo hanno firmato un compromesso al ribasso con Washington. Le sanzioni europee nei confronti della Russia, che l'Italia per prima ha ratificato, peseranno sulla nostra economia e non tanto su quella d Berlino, per fare un esempio.
 
Abbiamo intrapreso la strada dell'eutanasia economica. Ci stiamo uccidendo, ci stanno uccidendo, perché il peso dell'embargo varato dal Cremlino avrà effetti devastanti sul futuro dei nostri commercianti, dei nostri agricoltori ed esportatori. Le perdite stimate sono di circa un miliardo di euro l'anno per l'Italia, poi arriverà la beffa, vale a dire il salvataggio finanziario dell'Ucraina, con altri 15 miliardi di euro (stime Fmi) da fornire al più presto a Kiev per evitare il default. E nfine l'ipotesi di conseguenze inimmaginabili in caso di gravi ritorsioni (belliche?) di Mosca.
 
E' il costo delle sconsiderate politiche internazionali varate dalla nostra classe dirigente. Nel pieno di una crisi epocale che sta accelerando la creazione di un'alleanza impensabile fino a poco tempo prima con la Cina, pronta ora a sostenere la Russia nella sua battaglia contro l'attacco speculativo al rublo, Mosca ha anche annunciato la cancellazione del progetto South Stream, che avrebbe dovuto fornire fino a 63 miliardi di metri cubi di gas l'anno agli europei, progetto al quale le italiane Eni e Saipem partecipavano con contratti che avrebbero portato ricavi all' Italia rispettivamente di 2.4 e 1.25 miliardi di euro.
 
Ma perché abbiamo deciso di sostenere tutto questo? Perchè abbiamo deciso di fiancheggiare l'Europa in questa corsa al suicidio? Perchè continuiamo a credere di dover guardare ad Ovest, e non ad Est? Per portare la democrazia e la libertà in Ucraina come ci dicono Renzi, Gentiloni e la Melandri attraverso la sua Colf? Per punire, forse, la Russia dell'abbattimento del volo malese Mh370 come abbiamo sentito dire ai tg Rai?
 
Facciamo un po' di chiarezza. Anche il presidente di Stratfor (rivista vicina all'intelligence americana), George Friedman, in un'intervista al Kommersant ha ammesso recentemente come: "Gli Stati Uniti hanno pianificato il colpo di stato avvenuto in Ucraina nel febbraio 2014 come reazione alla politica adottata dalla Russia sul caso della Siria". "Gli Stati Uniti hanno pianificato", quindi, un colpo di stato nel febbraio scorso servendosi di gruppi neo-nazisti presenti nel paese per esautorare un presidente eletto democraticamente.
 
Per quel che riguarda l'aereo malese siamo sempre in attesa che il Dipartimento di stato americano mostri al mondo le fantomatiche "prove" che dichiara di avere. Al momento le uniche certezze che abbiamo sono le immagini satellitari presentate dal Ministero della Difesa russo. E sempre sull'aereo malese, qualcuno ha tentato di soffocare mediaticamente le parole dell'ex presidente di Prometeus Airlines, Marc Dugain, il quale ha di recente sostenuto a Paris Match che il velivolo è precipitato in un'isola dispersa dell'Oceano indiano, abbattuto dalla forza aerea americana dopo che i computer di bordo erano stati hackerati da un attacco da remoto per schiantare il mezzo contro la base americana nell'oceano indiano di Diego Garcia.
 
Rispetto a tutto ciò, ci domandiamo se sia possibile aprire un serio dibattito politico in Italia per evitare che importanti interessi strategici si deteriorino ulteriormente. In alcuni Paesi dell'Europa questo è possibile: il cancelliere austriaco Werner Faymann si è ad esempio dichiarato perplesso rispetto alla felicità manifestata in Ue verso le sanzioni contro la Russia. "Non posso approvare l'euforia sui presunti successi delle sanzioni contro la Russia. Non so perché dovremmo essere felici se l'economia della Russia collassa", ha dichiarato.
 
Oppure il ministro dell'economia tedesco Sigmar Gabriel al quotidiano tedesco Tagesspiegel: "Germania e Europa non sono interessate a veder cadere la Russia in uno stato di caos economico. Di conseguenza, la richiesta di intensificare le sanzioni contro la Russia è sbagliata".
 
E ancora, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier: "Sono preoccupato. Chi vuole mettere la Russia in ginocchio con le sanzioni, credendo che questo in Europa garantirà pace e sicurezza, si sbaglia di grosso. Io posso soltanto mettere in guardia".
 
E la lista sarebbe lunga, almeno per quei Paesi - e non è purtroppo il caso degli Stati dell'Europa del sud - che hanno deciso di conservare un ultimo barlume di sovranità rispetto alla via già decisa da Washington per il futuro dell'Unione: una via che porta alla perdita di un partner strategico fondamentale come la Russia e al TTIP, un accordo che depotenzierà profondamente la qualità della nostra economia.

Commissione Affari Esteri del M5S

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