Sudan - Sudan del Sud : Accordo sui confini, sul petrolio e sulla cittadinanza
L’opposizione a Bashir presenta la “Carta dell’Alternativa Democratica”
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I Presidenti di Sudan e Sudan del Sud, Omar al Bashir e Salva Kiir, hanno raggiunto un accordo su alcune delle questioni rimaste in sospeso dall’indipendenza dello Stato meridionale nel luglio 2011. I due Capi di Stato si sono accordati sulla creazione di una zona demilitarizzata di 10 km di ampiezza lungo il confine tra i due Paesi e hanno sottoscritto l’Accordo delle “quattro libertà” in materia di cittadinanza. L’accordo sulla sicurezza sbloccherà anche quello sul petrolio raggiunto in agosto, consentendo la ripresa della produzione petrolifera, interrotta nel gennaio scorso. Le economie nazionali dei due Paesi dipendono dagli introiti derivanti dal greggio e hanno risentito dell’interruzione della produzione.
I due leader sudanesi sono stati impegnati in un intenso ciclo di negoziati dal 23 settembre, un giorno dopo la scadenza del termine previsto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
I due Presidenti hanno elogiato gli accordi raggiunti. Kiir ha parlato di un "grande giorno nella storia della regione" e Bashir ha confermato l’impegno sudanese nel rispetto di quanto firmato.
Al-Bashir ha anche descritto Kiir come suo "partner di pace" e elogiandone pazienza e saggezza.
Le due parti non hanno però raggiunto un accordo sullo status della regione petrolifera di Abyei.
Nessun accenno ai conflitti in corso nel Blue Nile e nel Sud Kordofan.
Sul fronte interno sudanese, la coalizione che raccoglie i principali partiti di opposizione del Paese, la National Consensus Forces (NCF), ha pubblicato il testo integrale della Carta dell’Alternativa democratica per il Sudan, un documento che spiega passo per passo il programma che l’opposizione intende attuare dopo aver deposto Bashir. La proposta avanzata è quella di istituire un governo ad interim, creare un parlamento e un Consiglio presidenziale di sei membri, in rappresentanza delle sei regioni del Paese, e ristrutturare l’attuale sistema federale e un governo di 20 ministeri.
Si parla anche di riconoscere le richieste di sviluppo e di equa distribuzione della ricchezza avanzate dai gruppi armati che combattono il governo sudanese.
Il presidente delle NCF Abu Issa ha poi accusato il partito di governo, National Congress Party (NCP), di voler imporre una nuova Costituzione redatta un anno fa senza il coinvolgimento dell’opposizione
La scorsa settimana le NCF avevano già respinto un invito del presidente al-Bashir a discutere la Costituzione


