Sulle sanzioni alla Russia ormai è spaccatura Ue-Usa. E Putin vola nei sondaggi

4458
Sulle sanzioni alla Russia ormai è spaccatura Ue-Usa. E Putin vola nei sondaggi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Eugenio Cipolla
 
Alla fine è andato tutto come previsto. Nella notte italiana tra mercoledì e giovedì il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato il documento che proroga di un anno le sanzioni nei confronti della Russia in relazione alla crisi ucraina. «Le azioni e le politiche [della Russia] continuano a rappresentare una minaccia insolita e straordinaria alla politica esteri degli Stati Uniti – si legge su un documento diffuso dalla Casa Bianca – così si è deciso di prorogare di un anno le sanzioni contenute nel decreto 13360». In un’altra comunicazione al Congresso, Obama ha detto che «le azioni e le politiche delle persone che minano i processi e le istituzioni democratiche in Ucraina hanno minacciato la sua pace, la sicurezza, la stabilità, la sovranità e l’integrità territoriale, contribuendo al furto del suo patrimonio».
 
Sono quattro in totale i decreti contro la Russia emessi dagli Stati Uniti nell’ultimo biennio. I primi due portano la data del 16 e 20 marzo 2014 (decreti 13661 e 13662), mentre il terzo è datato 19 dicembre (decreto 13685), correlato alle vicende riguardanti la contesa della Crimea. Le misure riguardano una serie di cittadini russi, compresi funzionari governativi, rappresentanti del governo guidato dall’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich e importanti uomini di affari russi, oltre che diverse tra le aziende più importanti di Mosca.
 
Interpellato dall’agenzia di stampa Tass, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto che la Russia accoglie «con rammarico la notizia» del rinnovo delle sanzioni. «Ovviamente si tratta di un avvertimento di Washington rivolto agli europei», ha detto invece Konstatin Kosachev, presidente della Commissione Affari Internazionale del Consiglio della Federazione, la Camera alta del Parlamento russo. «Per noi non è una notizia sensazionale. Anzi, così hanno ammesso chiaramente che il progretto di Maidan è stato parte degli interessi di Washington e della sua politica estera».
 
Che Obama voglia lanciare un “monito” agli alleati europei non è un teoria così assurda. Secondo quanto scrive il WSJ, infatti, a Bruxelles ci sarebbero gravi disaccordi tra i paesi dell’Unione circa l’opportunità o meno di rinnovare le sanzioni economiche contro la Russia. «Visto che la violenza in est Ucraina è diminuita, e che il governo di Kiev si trova ad affrontare numerosi problemi interni – si legge – un certo numero di paesi dell’Ue hanno detto che vorrebbe rivedere la decisione sulle sanzioni». Fonti diplomatiche affermano che i rappresentati degli Stati membri Ue discuteranno la questione nel mese di luglio, ma che si è ancora lontani da un accordo sostanziale.
 
Intanto, in questo quadro di forte divisione, Vladimir Putin continua a dormire sonni tranquilli. L’ultimo sondaggio dell’istituto demoscopico VTsIOM rivela che se si votasse domenica il 74% dei russi lo voterebbe per un altro mandato presidenziale. Una percentuale in netto aumento rispetto agli anni scorsi. Nel 2013 questa percentuale si attestava al 51%, mentre nel 2012 a uno “striminzito” 40%. Il trend in forte crescita è stato registrato in tutti i principali gruppi socio-demografici. Rispetto alle ultime rilevazioni si sottolinea un aumento dei maschi (dal 46% al 71%), dei giovani (dal 53% al 78%) e dei residenti in città di media dimensioni (dal 42% all’81%). Insomma, ai russi per ora Putin continua a piacere.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale di Fabrizio Verde Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti