Tassare i super ricchi non intacca in nessun modo la crescita, anzi. Lo dice il Fmi
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In un nuovo studio del Fondo Montetario internazionale redatto dai ricercatori Jonathan Ostry, Andrew Berg e Charalambos Tsangarides si sottolinea come tassare i super ricchi non intacca in nessun modo la crescita economica e come la redistribuzione dal lato del debito possa, al contrario, sostenere il Pil dei paesi.
Nel rapporto pubblicato dal capo economista del Fmi Oliver Blancard come ‘discussion note’ e non come una presa ufficiale di posizione dell'organizzazione internazionale si argomenta in particolare come la disuguaglianza sociale sia nociva per le prospettive economiche e come “c'è sorprendentemente pochissima evidenza che un aumento delle tasse scalfisca nel medio-lungo periodo la crescita”. La redistribuzione è una situazione cosiddetta win-win, con un effetto procrescita e senza alcun effetto sull'occupazione, al contrario di quello che sostengono molti economisti.
Secondo i dati rilasciati nel novembre scorso dall'autorità delle imposte americana, l'International Revenue Service, si osserva come l'1% della popolazione più ricca negli Usa possegga il 31% del benessere complessivo, mentre uno studio Oxfam del settembre scorso ha rilevato come 146 milioni di europei sono a rischio povertà entro il 2025. "Maggiore disuguaglianza sembra condurre a minore crescita. La redistribuzione, al contrario, ha un effetto negativo insignificante, sottolinea il rapporto.


