Teheran: «Il popolo americano non dovrebbe pagare il prezzo delle guerre di Israele»
La franchezza, a volte, può essere più devastante di un missile. È quanto deve aver pensato il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, quando ha appreso dell'ammissione del segretario ad interim della Marina degli Stati Uniti, Hung Cao, sulla distruzione del quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein. «La franchezza di Hung Cao merita la nostra gratitudine. Ha ragione: le nostre potenti Forze Armate hanno davvero raso al suolo il quartier generale della Quinta Flotta degli Stati Uniti in Bahrein, proprio come hanno fatto con altre basi che fungevano da supporto all'aggressione statunitense», ha scritto Araghchi venerdì sul social network X.
Il capo della diplomazia iraniana ha poi aggiunto una considerazione che suona come un monito diretto all'opinione pubblica americana: «Il popolo statunitense non dovrebbe davvero pagare il prezzo delle guerre di Israele».
L'ammissione di Washington
L'ammissione di Cao è un colpo non da poco per l'amministrazione Trump. Il segretario ad interim della Marina ha riconosciuto che gli attacchi iraniani hanno «distrutto» le strutture della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, compromettendo anche le operazioni della portaerei USS Abraham Lincoln, il cui equipaggio è rimasto «senza un posto dove attraccare».
Le dichiarazioni del funzionario contraddicono mesi di comunicati ufficiali statunitensi che negavano l'impatto degli attacchi iraniani contro obiettivi statunitensi. In particolare, le dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui le capacità offensive dell'Iran sarebbero state praticamente distrutte. Un quadro che ora appare sempre meno credibile, mentre indagini condotte da diversi media e fonti aperte, sulla base di immagini satellitari, confermano i danni sostanziali subiti dalle installazioni statunitensi in Bahrein durante gli attacchi iraniani all'inizio della guerra.
A conferma della gravità della situazione, il più alto ufficiale in divisa della Marina statunitense, l'ammiraglio Daryl Caudle, ha dichiarato all'inizio di questo mese che l'istituzione non sarebbe tornata alla Base Navale di Supporto del Bahrein «nel prossimo futuro» a causa dei danni subiti. Una dichiarazione che dipinge uno scenario inedito per Washington, costretta a fare i conti con la perdita di uno dei suoi principali hub logistici nella regione del Golfo Persico.
La rappresaglia iraniana
L'Iran ha risposto all'offensiva militare statunitense-israeliana, avviata il 28 febbraio, prendendo di mira le basi di Washington nella regione, compresa la Quinta Flotta, e quelle del regime israeliano nei territori occupati. Gli attacchi hanno inferto un colpo durissimo alla capacità operativa americana, costringendo la Marina a ripensare completamente la propria presenza nella regione e a fronteggiare quella che i media statunitensi hanno definito un vero e proprio «incubo» logistico.


