Teheran prepara il funerale da 20 milioni di persone per Khamenei e giura vendetta contro USA e Israele
L'Iran ha dato inizio alla prima fase delle cerimonie funebri per il leader martire della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyed Ali Khamenei, con dignitari stranieri e figure religiose che hanno reso omaggio al Grande Mosala di Teheran.
???? Altas autoridades iraníes rinden homenaje al Líder mártir de la Revolución Islámica
— HispanTV (@Nexo_Latino) July 3, 2026
????Los jefes de los tres Poderes y el presidente del Consejo de Discernimiento del Sistema de Irán rinden homenaje al Líder mártir de la Revolución Islámica, Seyed Ali Jamenei. pic.twitter.com/NghpXprBYI
La salma del Leader martire, insieme a quella dei membri della sua famiglia, anch'essi martirizzati, è stata trasferita venerdì mattina alla Grande Moschea di Teheran e collocata nella sala di preghiera principale in vista di una cerimonia pubblica di commiato della durata di due giorni.
L'evento, che fa seguito a un rito privato per i familiari e le vittime della recente guerra dei 40 giorni, ha richiamato l'attenzione globale dopo il vile attacco congiunto israelo-americano in cui la Guida Suprema ha perso la vita.
????????Altos mandos de las Fuerzas Armadas de Irán despiden al Líder mártir
— HispanTV (@Nexo_Latino) July 3, 2026
?? Los altos mandos de las Fuerzas Armadas iraníes acudieron a la Musalá de Teherán para rendir homenaje y despedir al Líder mártir de la Revolución Islámica, el ayatolá Seyed Ali Jamenei. pic.twitter.com/fBqqxYoKE3
Alti funzionari e delegazioni provenienti da oltre 30 Paesi – tra cui Russia, Cina, Pakistan, India e Cuba – sono già giunti nella capitale per esprimere il proprio cordoglio e consolidare i legami diplomatici, mentre le autorità locali stimano una partecipazione record che potrebbe raggiungere i 20 milioni di persone in lutto. I riti proseguiranno nei prossimi giorni toccando la città santa di Qom e le località irachene di Najaf e Karbala, fino alla sepoltura definitiva a Mashhad prevista per il 9 luglio.
Sul fronte politico, i massimi vertici della Repubblica Islamica hanno espresso una ferma e unanime condanna, promettendo di ritenere Washington e Tel Aviv responsabili di quella che considerano una flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
Il presidente Masoud Pezeshkian, durante incontri bilaterali con i rappresentanti stranieri, ha ribadito l'intenzione di perseguire i colpevoli e i loro sostenitori attraverso tutti i canali legali e diplomatici disponibili, esortando al contempo i Paesi confinanti a non concedere i propri territori o infrastrutture per future aggressioni anti-iraniane.
Parallelamente, il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha invocato una "sanguinosa vendetta" identificata con la liberazione dei musulmani dall'oppressione americana e israeliana. Ricevendo una delegazione del movimento libanese Amal, Qalibaf ha inoltre evidenziato la centralità del Fronte di Resistenza e l'importanza del recente accordo in 14 articoli siglato a metà giugno con la mediazione del Pakistan, sottolineando come l'attuazione delle clausole relative al Libano sia fondamentale per garantire la stabilità dell'intera regione e prevenire ulteriori tensioni interne.


