Terremoto nell'intelligence USA. si dimette Amaryllis Fox Kennedy in disaccordo sulla guerra in Iran

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Amaryllis Fox Kennedy, figura di primo piano della comunità di intelligence statunitense, rassegnerà questa settimana le dimissioni da due dei suoi tre attuali incarichi chiave. Secondo quanto rivelato dal Washington Post, la decisione sarebbe maturata a causa del suo dissenso rispetto alla linea del presidente Donald Trump sul conflitto con l'Iran.

Kennedy, ex agente sotto copertura della CIA in Asia orientale, è nota anche per i suoi legami familiari, essendo la nuora del Segretario alla Salute e ai Servizi Umani, Robert F. Kennedy Jr., nonché una stretta alleata della Direttrice dell'Intelligence Nazionale (DNI), Tulsi Gabbard.

Stando a quanto riferito dal quotidiano statunitense, cinque fonti a conoscenza dei fatti hanno confermato che la frattura sulla gestione della crisi iraniana è alla base della scelta. Attualmente, la funzionaria ricopre tre ruoli simultanei nell'apparato di sicurezza: lascerà la carica di vice di Gabbard presso l'Ufficio del Direttore dell'Intelligence Nazionale (ODNI) e il ruolo di vicedirettrice presso l'Ufficio di Gestione e Bilancio, dove supervisionava i fondi riservati delle agenzie di spionaggio. L'obiettivo di Kennedy sarebbe tuttavia quello di mantenere il proprio seggio all'interno del Consiglio consultivo per l'intelligence presidenziale, l'organo indipendente deputato a valutare la legalità e l'efficacia delle operazioni di intelligence.

La scia di addii al Pentagono e all'ODNI

Il passo indietro di Kennedy segue di pochi mesi quello di Joe Kent, che ha guidato il National Counterterrorism Center sotto la direzione di Tulsi Gabbard. Kent, anch'egli ex ufficiale della CIA, si era dimesso a marzo dichiarando pubblicamente la propria contrarietà alla guerra con Teheran. In successive interviste, Kent aveva criticato duramente l'intervento, sostenendo che il conflitto rispondesse a interessi israeliani e ridimensionando la minaccia nucleare iraniana verso il territorio statunitense, definendo "assurda" l'ipotesi di un attacco missilistico balistico intercontinentale da parte di Teheran.

Nella comunicazione ufficiale inviata ai colleghi via e-mail, Amaryllis Fox Kennedy non ha fatto menzione delle divergenze geopolitiche, motivando la scelta con la volontà di fare ritorno al settore privato e dedicarsi alla famiglia dopo gli impegni profusi nella campagna elettorale e nell'amministrazione.

La concentrazione di tre incarichi di vertice (politica di intelligence, bilancio e supervisione) nelle mani di Kennedy aveva sollevato perplessità tra diversi funzionari ed ex esponenti della sicurezza nazionale, come rilevato dallo stesso Washington Post. Ciononostante, la DNI Tulsi Gabbard ha espresso formale gratitudine per il servizio prestato, sottolineando il ruolo della funzionaria nell'allineare le agenzie di intelligence agli obiettivi strategici della presidenza.

Il profilo e le battaglie politiche

Il percorso di Kennedy all'interno dell'amministrazione Trump è stato caratterizzato da forti dibattiti interni. Sostenuta inizialmente per la vicedirezione della CIA, la sua nomina era stata bloccata dall'ala repubblicana del Senato, timorosa di riforme giudicate troppo radicali per gli equilibri dell'agenzia di Langley.

Durante il suo mandato, Kennedy si è spesa attivamente per la declassificazione di file storici riservati relativi agli assassinii del presidente John F. Kennedy, del senatore Robert F. Kennedy e di Martin Luther King Jr. Storicamente, la funzionaria ha sempre manifestato posizioni contrarie all'interventismo estero di Washington, esprimendo riserve sia sul coinvolgimento statunitense nel conflitto tra Russia e Ucraina, sia sulle opzioni militari contro la Repubblica Islamica dell'Iran.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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