The Guardian: I soldati britannici responsabili dell'annegamento degli iracheni durante l'invasione del 2003
Le forze britanniche durante l'invasione dell'Iraq nel 2003, hanno costretto gli iracheni a passare attraverso canali e fiumi, causando il loro annegamento.
Questa notizia è stata rivelata, ieri, dal quotidiano The Guardian, citando un ex funzionario dell'esercito britannico che ha parlato a condizione di anonimato.
L'ex capitano della Guardia irlandese, ha confermato che la pratica nota come "Wet", simili agli atti brutali commessi dal gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo), si diffuse tra le truppe, ed è stata attuata con le persone sospettate di saccheggio.
Inoltre, ha anche aggiunto che i comandanti dell'esercito erano a conoscenza di questa pratica, che è stata effettuata coma da routine contro i cittadini iracheni.
I soldati britannici, tra l'altro, hanno usato un altro metodo di tortura, ovvero quello di costringere i detenuti a stare scalzi al sole per ore.
Secondo il giornale, l'ex capitano della Guardia irlandese ha dato testimonianza scritta alla commissione d'inchiesta su cosa è accaduto alle vittime dell'invasione dell'Iraq nel 2003, unendosi al rapporto dell'ex ufficiale britannico John Chilcot.
Anche se al momento non si conosce il numero di iracheni che sono annegati con questo metodo, i parenti dei ragazzi Ahmad Jabbar Karrem Ali, 15anni, e Said Shabram, 19 anni, hanno intentato una causa contro il governo di Londra chiedendo i danni e la condanna per la morte dei giovani nel 2003 nella città meridionale di Bassora.
Sabato scorso, la Corte penale internazionale (CPI) ha annunciato che solo i soldati e non l'ex premier britannico Tony Blair sarà processato per presunti crimini di guerra durante l'invasione dell'Iraq. Secondo i parlamentari britannici, Blair dovrebbe essere perseguito per non aver adempiuto ai propri doveri costituzionali, portando il paese in una guerra illegale.


