TPI: assolti gli ex generali croati Gotovina e Markac
Colpo di scena venerdì per la giustizia penale internazionale. Furiosa reazione serba
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Colpo di scena venerdì per la giustizia penale internazionale. Il Tribunale penale internazionale dell'Aja ha pronunciato una sentenza d'assoluzione in appello per gli ex generali croati, Ante Gotovina e Mladen Markac, condannati rispettivamente a 24 e 18 anni di prigione per crimini di guerra e contro l'umanità. Nel luglio del 2001 il Tribunale Penale Internazionale chiese l'arresto di Ante Gotovina in qualità di comandante dell'"Operazione Tempesta", iniziata il 5 agosto del 1995 durante la quale più di 200mila profughi che vivevano nella regione croata di Krajina furono espulsi. Il processo di primo grado si era aperto nel 2006 e quello di appello il 14 maggio scorso. Il ministro della Difesa croato Ante Kotromanovic si recherà di persona oggi con un aereo di stato all'Aja per riportarli in patria dopo oltre sette anni di carcere detentivo.
Migliaia di persone hanno accolto con manifestazioni di gioia a Zagabria l'annuncio della sentenza di assoluzione verso Gotovina e Markac, considerati eroi della guerra di indipendenza della Croazia contro i serbi del 1991-1995. "Quello che noi abbiamo sempre saputo, è stato oggi annunciato al mondo: la Croazia ha combattuto una guerra giusta e difensiva”, ha dichiarato il primo ministro croato Zoran Milanovic. "A tutti quelli contro i quali la Croazia ha eventualmente commesso dei crimini, posso dire che il nostro Paese continuerà a processare i responsabili", ha concluso. Totalmente differente la reazione del governo serbo. Secondo il presidente nazionalista Tomislav Nikolic "aprirà vecchie ferite". Ancora più duro il vicepremier Rasim Ljaji che ha dichiarato ai media locali che "Il tribunale dell'Aja ha perso ogni credibilità", e definito la sentenza di oggi "una prova di giustizia selettiva che è peggio dell'ingiustizia". Il tribunale dell'Aja - ha concluso Ljajic - è stato costituito "allo scopo di aiutare a cercare la verità, di contribuire alla riconciliazione sul territorio della ex Jugoslavia e di fare in modo che le famiglie delle vittime ottengano soddisfazione morale. In questo caso nulla di tutto ciò è stato raggiunto". Il procuratore serbo per i crimini di guerra, infine, Vladimir Vukcevic, ha definito "scandalosa" e "giuridicamente incomprensibile" la sentenza odierna.


