Tsipras: la Grecia nell'euro, ma senza austerità. Il ritorno alla dracma è sempre più vicino

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Tsipras: la Grecia nell'euro, ma senza austerità. Il ritorno alla dracma è sempre più vicino

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Importante presa di posizione martedì del leader della sinistra radicale greca (Syriza) Alexis Tsipras, favorito alle seconde elezioni legislative del paese previste per il 17 giugno. "Se vincesse la sinistra, la Grecia non uscirebbe dall'Eurozona", ha promesso Tsipras a Berlino, in una conferenza stampa congiunta con i funzionari della sinistra radicale tedesca, ribadendo comunque la sua contrarietà alle misure di austerity imposte dall'Europa e dal Fondo monetario internazionale al paese ellenico. "Proveremo a trovare una soluzione a livello europeo e sono convinto che ci riusciremo" ha aggiunto Tsipras. Il leader di Syriza, che e' dato dai sondaggi al 25 %, in grande ascesa di consensi, potrebbe guidare il Paese se trionfasse nelle prossime elezioni greche, riconvocate dopo il fallimento delle trattative per formare un governo nella prima tornata elettorale del 6 maggio. Anche il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, ha ribadito in un intervento al Parlamento europeo che la Grecia deve restare nella famiglia europea. "Dopo aver vissuto per troppo tempo al di sopra dei propri mezzi, la strada che la Grecia sta percorrendo e' difficile e chiede sacrifici, ma e' una strada che stiamo percorrendo insieme, in un patto di solidarieta'". L'Europa affianca la Grecia "nel suo percorso di riforme", ma "la Grecia deve rimanere determinata a riformare: non e' la strada piu' facile, ma l'alternativa sarebbe molto peggiore". 
Da Washington, pero', il direttore generale dell'Fmi, Christine Lagarde avverte Atene che dovra' comunque varare dure riforme, anche se il paese dovesse rifiutare le misure di austerita' previste dal programma di salvataggio internazionale. Anzi, ha aggiunto, "probabilmente dovrebbero adottare misure ancora piu' dure". Lagarde non chiude pero' la porta alla Grecia e ha fatto sapere di essere disposta a negoziare con chiunque esca vincitore dalle elezioni, sottolineando pero' che le decisioni della sua organizzazione sono basate sul rispetto delle regole e che al momento "tutte le opzioni restano aperte". E mercoledì sono arrivate le parole dell'ex premier, Lucas Papademos, a rendere il ritorno alla dracma una possibilità sempre più concreta. "Non si puo' escludere", un piano che preveda l'uscita della Grecia dall'euro. "Anche se si tratta di uno scenario che e' difficile che si materializzi - dice Papademos al Wall Street Journal - e che non e' desiderabile ne' per la Grecia, ne' per gli altri paesi, non si puo' escludere la preparazione di un piano che preveda le possibili conseguenze di un'uscita della Grecia".Secondo Papademos la stima dei costi di un'uscita della Grecia dall'euro oscilla tra u 500 milioni e un miliardo di euro, incluso l'effetto contagio. "Simili calcoli - dice - mi suggeriscono un incremento tra il 30% e il 50% dell'inflazione".

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