Turchia, come cambia lo scenario politico con la nascita del "Nuovo Partito" di Ozgur Ozel
Scossa politica in Turchia dopo che il 24 luglio, un nuovo partito ha fatto il suo ingresso in Parlamento. Ozgur Ozel e altri 90 parlamentari si sono dimessi dal principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), fondando il Nuovo Partito (YP), con lo stesso Ozel come presidente. Con i suoi 91 seggi, l'YP è diventato immediatamente la seconda forza politica in Parlamento, mentre nel CHP sono rimasti solo 44 deputati.
La nascita del nuovo partito rappresenta una delle fratture politiche più significative nella storia recente della Turchia, scrive the Cradle, conseguenza diretta della strategia di «de-elettoralizzazione» adottata dal governo dell'AKP per indebolire l'opposizione.
La crisi ha origine nelle elezioni generali di tre anni fa, quando il leader dell'AKP Recep Tayyip Erdogan è stato rieletto presidente. La sconfitta ha portato a un ampio consenso sulla necessità che il leader di lunga data del CHP, Kemal Kilicdaroglu, si dimettesse. Al congresso del novembre 2023, Ozgur Ozel, sostenuto dal sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, ha sfidato e sconfitto Kilicdaroglu, diventando il nuovo presidente del partito.
Le elezioni locali del marzo 2024 hanno segnato una svolta: per la prima volta dal 2002, l'AKP è stato relegato al secondo posto, mentre il CHP diventava il partito di punta del paese. Tuttavia, l'AKP ha risposto con una campagna di «de-elettoralizzazione» che ha preso di mira i comuni guidati dall'opposizione, con accuse di «corruzione» e «legami con il terrorismo». Da allora, decine di sindaci del CHP sono stati arrestati o rimossi, tra cui lo stesso Imamoglu, candidato presidenziale del partito, incarcerato nel marzo 2025.
Il 21 maggio 2026, una corte d'appello di Ankara ha emesso una sentenza senza precedenti, dichiarando «nullo» il congresso del CHP del 2023, destituendo Ozel e restituendo il partito a Kilicdaroglu. Il tribunale ha invaso un ambito che in precedenza apparteneva al Consiglio Elettorale Supremo e agli stessi membri del partito. Kilicdaroglu, ampiamente percepito come rientrato in carica nell'ambito della strategia governativa, ha rifiutato di convocare un nuovo congresso, spingendo Ozel e i suoi alleati a fondare l'YP.
Il programma del Nuovo Partito: socialdemocrazia e statalismo
Con lo slogan «Cambieremo questo ordine oscuro», l'YP ha adottato una piattaforma socialdemocratica e populista di sinistra. Il programma respinge il feticismo del libero mercato, prevede un intervento attivo dello Stato nell'economia e pone l'accento sullo Stato sociale, sulla distribuzione equa del reddito e sui diritti all'alloggio e all'energia. Allo stesso tempo, rivendica l'eredità della Lotta Nazionale, di Atatürk e dei suoi sei principi, posizionandosi come legittimo successore del CHP.
Sul fronte internazionale, l'YP colloca la Turchia saldamente all'interno dell'«alleanza occidentale», identificando l'adesione all'UE e un ruolo attivo nella NATO come obiettivi centrali. Tuttavia, gli analisti sottolineano la contraddizione tra il programma economico statalista e la politica estera filo-occidentale, che potrebbe rendere difficile perseguire le trasformazioni economiche promesse in un sistema internazionale dominato dalle potenze occidentali.
La nascita dell'YP mette alla prova entrambe le parti: il nuovo partito deve organizzarsi e affermarsi come alternativa credibile al governo, mentre l'AKP deve decidere fino a che punto estendere la strategia di «de-elettoralizzazione» contro una nuova opposizione che non può più essere contenuta attraverso il controllo del CHP.


