Turchia. Il “modello turco” non convince più i Paesi del Medio Oriente
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Subito dopo le rivoluzioni del 2011 in Nord Africa e in Medio Oriente, in particolar modo dopo quella egiziana e quella tunisina che portarono al rovesciamento dei preesistenti e decennali regimi autoritari, la popolarità della Turchia nella regione mediorientale era decisamente alta.
Oggi, al contrario, come riporta un dettagliato articolo di Al Jazeera, il sostegno alla politica estera turca è in netto calo. Gli analisti della Turkish Economic and Social Studies Foundation (TESEV) hanno infatti condotto uno studio approfondito, intervistando tra agosto e settembre di quest’anno quasi tremila persone in 16 Paesi mediorientali e nordafricani (tra cui Iran, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Tunisia ed Emirati Arabi). Risultato? Sono sempre meno coloro i quali guardano alla Turchia come un modello da seguire. Se nel 2011, all’indomani delle rivolte, il 78% degli abitanti della regione aveva un’opinione largamente positiva del governo di Ankara, ad oggi in consenso è sceso al 59%.
Il dissenso più evidente – e giustificato – si registra soprattutto in Egitto e in Siria, dove il premier turco Recep Tayyip Erdoğan paga il sostegno ai movimenti islamisti in entrambi i Paesi. Il fattore che spiegherebbe meglio questa inversione di tendenza infatti sarebbe la percezione, sempre più diffusa, che Ankara promuova politiche di tipo “settario” in tutto il Medio Oriente: a tal proposito, il 38% degli abitanti pensa che la politica estera turca sia troppo sbilanciata a favore dei musulmani sunniti.


