Turchia: si intensificano gli scontri con i guerriglieri curdi del PKK nel sud-est.
Sono almeno ventidue i morti nei combattimenti piú sanguinosi dallo scorso giugno
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Secondo quanto riportato lunedì dai media turchi, il 5 agosto, un gruppo armato del partito dei lavoratori curdo ha attaccato un posto di guardia delle forze di sicurezza turche, situato nella provincia di Hakkari, sud-est di Turchia, e sarebbero almeno ventidue i morti nei pesanti scontri scoppiati successivamente tra l'esercito di Ankara ed i guerriglieri del PKK. Negli ultimi mesi Ankara ha lanciato una vasta offensiva terrestre ed aerea nella regione, soprattutto in seguito delle informazioni secondo cui parte della guerriglia curda avrebbe preso il controllo del nord della Siria, in alleanza con i ribelli anti Assad. Il ministro degli interni turco, Idris Naim Sahin, aveva annunciato che, nella vasta offensiva lanciata dall'esercito turco contro il Pkk, centoquindici ribelli curdi sono stati uccisi il 23 e 24 luglio, il partito dei Lavoratori del Kurdistan. "Siamo giunti alla conclusione che 115 membri dell'organizzazione terrorista separatista sono stati neutralizzati", ha dichiarato Sahin riferendosi al movimento che lotta per la creazione di uno stato indipendente nel Sud-est della Turchia.
Si tratta della maggiore operazione delle forze di sicurezza turca, che hanno sostituito l'esercito in questa lotta intestina, contro i ribelli da quando a dicembre un raid areo aveva ucciso 34 curdi al confine con l'Iraq. Le autorità turche hanno preso di mira in particolare il partito comunista curdo (KCK), considerato la mente operativa delle azioni del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK); ed accusato, in particolare, di fomentare la ribellione nel sud della regione. Dal 2009, circa 700 persone sono state arrestate per presunti legami con il KCK. Secondo fonti curde, la cifra arriverebbe addirittura a superare i 3 mila. La notizia segue un importante rapporto dell'intelligence che confermava come il regime siriano abbia ripreso a sostenere il Pkk, per ritorsione all'ostilita' della Turchia nei confronti del regime di Damasco. Secondo il rapporto, componenti del Pkk possono muoversi liberamente all'interno della Siria, portare armi e lanciare campagne propagandistiche contro la Turchia. In passato, oltre a dare protezione a Abdullah Ocalan, il leader del Pkk ora all'ergastolo in Turchia, Damasco consentiva ai terroristi curdi di addestrarsi per compiere attacchi in territorio turco.


