TUTTE FINTE LE PROTESTE DEL GOVERNO, È SERVO DI USA E NATO E HA SOLO PAURA DI ESSERE PUNITO DAL PADRONE
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di Giorgio Cremaschi
L'articolo di Carlo Bonini su La Repubblica presenta come opinioni di fonti riservate vicino a Matteo Renzi ciò che in realtà già si conosce perfettamente, senza bisogno di rivelazioni.
L'articolo di Carlo Bonini su La Repubblica presenta come opinioni di fonti riservate vicino a Matteo Renzi ciò che in realtà già si conosce perfettamente, senza bisogno di rivelazioni.
Il governo italiano non ha nessuna intenzione di fare sul serio sia sulle intercettazioni della NSA USA, sia sull'assassinio di Regeni. Le ferme dichiarazioni con vibrazioni di sdegno sono una tenue velina ufficiale che copre la sostanza. Con l'Egitto di AlSisi siamo soci in affari ad alleati nella guerra in Libia, e con gli USA siamo semplicemente i soliti, fedelissimi servi. La NSA non solo ha rivendicato le intercettazioni su Berlusconi, ma ha affermato che continuerà a fare tutto ciò che vuole. Le autorità egiziane hanno affermato che Giulio Regeni è morto per storie di cuore . A tutto questo il governo italiano ha risposto con una serie di supercazzole, affidate ai ministri Gentiloni e Boschi, che servono ad occupare lo spazio con aria calda mentre vanno avanti i soliti mestieri.
Il governo italiano è il solito Arlecchino che si barcamena tra due padroni, da un lato l'Unione Europea a trazione tedesca, dall'altro la NATO strumento della politica imperiale USA. Renzi, qui come in tutto il suo operato, ha presentato come nuovo il peggio della tradizione dei governi e delle classi dirigenti italiane: trovare spazio barcamenandosi tra i vari padroni esteri. Quando poi tutti i padroni si trovano accordo non c'è più spazio per le furbizie e bisogna solo sbattere i tacchi. È ciò che si prepara a fare Renzi, in Libia, in Siria e in Egitto così come a Bruxelles e a Washington.
Si è ampiamente meritato gli elogi di Brunetta.


