Tutti i dubbi ancora irrisolti sull'omicidio Usa di Lo Porto e lo "scambio" Renzi-Obama
Ed ora Matteo Renzi rafforzerà anche i contingenti italiani nei due scenari di interesse americano, vale a dire Afghanistan e Iraq.
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di Augusto Rubei
Non è la prima volta che un raid Usa finisce male. Nel Waziristan, la cintura tribale tra Afghanistan e Pakistan strapiena di covi talebani, è assai probabile che questo avvenga, perché i droni quando colpiscono si avvalgono di notizie che giungono da informatori sul terreno. Li non ce ne sono e per Lo Porto è valsa la regola statunitense: colpiamo lo stesso, conta solo il bersaglio. L’uccisione del cooperante italiano rapito nel 2012, oltre a sollevare molti dubbi (da capire perché Obama non abbia detto nulla a Renzi la scorsa settimana quando si è recato in visita a Washington, da capire se il raid era stato concordato), apre per l’Italia uno scenario piuttosto controverso.
Ironia del destino, la notizia della morte di Lo Porto è infatti arrivata proprio nel giorno in cui l’Ue si riuniva in un Consiglio straordinario per far fronte all’emergenza immigrati nel Canale di Sicilia, valutando – dicono – anche l’eventuale impiego di droni per colpire gli scafisti. Al momento la missione è ancora un’ipotesi, per ora l’unico risultato raggiunto è stato un rafforzamento di Triton, ma il ministro Pinotti è in fibrillazione e ne ha già rivendicato un ruolo guida.
Il problema è che l’Italia di droni non ne ha, quindi le toccherà comunque chiedere l’aiuto Usa. Ed ecco che il quadro diventa più chiaro, perché potrebbero essere gli Stati Uniti – legittimati dall’ombrello europeo - a venirci in soccorso in Libia, dove non ci sono solo gli scafisti ma anche l’Isis e altre decine di milizie islamiste, che con ogni probabilità governano da anni il racket degli sbarchi.
Anche per i trafficanti di esseri umani, proprio come per Lo Porto, varrà la regola “conta solo il bersaglio” e se a perdere la vita sarà qualche rifugiato innocente l’Onu, su tutti, dovrà farsene una ragione. In cambio Matteo Renzi rafforzerà i contingenti italiani nei due scenari di interesse americano, vale a dire Afghanistan e Iraq.
In Afghanistan lo strumento per convincere il Parlamento sarà – duole dirlo - l'uccisione di Lo Porto (proprio ieri Renzi ha affermato che in Italia il livello di allerta è altissimo, detto da un premier la frase è quasi scioccante); in Iraq nulla di eccezionale, già facciamo parte della coalizione anti-Isis, si tratterà solo di un ritocchino (il generale Pinotti lo ha annunciato due giorni fa: "Arriveremo a 525 unità", più i 4 cacciabombardieri già inviati).
Così, nonostante Nassiriya, nonostante i 53 militari italiani morti in Afghanistan e i 5 miliardi di euro spesi dall’Italia, nonostante le decine di migliaia di vittime civili in Medio Oriente e nonostante l’errore, ripetuto, di bombardare anche la Libia nel 2011, ci ritroveremo un’altra volta in guerra contro il terrorismo. Questa volta su tre fronti, a ridosso delle Regionali, ma Renzi sarà stato bravo a far digerire tutto all'opinione pubblica.
Fonte: Micromega
Fonte: Micromega

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