“Uccideremo chi ne ha parlato”, i talebani minacciano di morte i giornalisti pakistani che si occupano di Malala
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"Vi verremo a cercare e vi faremo a pezzi. Ovunque voi siate", i talebani hanno inviato un documento di sette pagine a radio e tv, minacciando la vita dei giornalisti e delle loro famiglie. "Perché state strumentalizzando Malala? Avevamo diritto di attaccarla. Lo dice il Corano. È una spia della Cia. E degli israeliani. Vuole la secolarizzazione. E ha quasi quindici anni. Quindi è adulta". Nel comunicato delirante dei talebani Malala iene letteralmente definita una "puttana". La Bbc ha deciso di ritirare i propri giornalisti dal Pakistan, mentre Hamid Mir, il volto più noto di Geo News, la tv privata più diffusa del paese ha dichiarato in diretta televisiva: "Le puttane siete voi e sul Corano dite delle bugie". Non è tardata la risposta dei taleani: "Tu sarai il primo a morire".
Ora, mentre il Pakistan prega per lei, nell’ospedale di Birmingham dove l’hanno portata una settimana dopo l’assalto del 9 ottobre, Malala Yousafzai ha riaperto gli occhi per la prima volta. "Le sue funzioni principali sembrano intatte", l'ottimismo dei medici al Queen Elizabeth Hospital che l’hanno operata alla testa. Le hanno rimosso una parte di osso e l’hanno sostituito con una placca di titanio.


