Ucraina: il FMI impone un altro aumento del 50% per il gas destinato alla popolazione
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di Eugenio Cipolla
A ricordare che in est Ucraina c’è ancora una guerra stamattina ci ha pensato una mina sulla strada tra Novotoshkovskoe e Gorskoe, nella regione separatista di Luhansk. Sull’ordigno è saltato un mezzo militare dell’esercito regolare ucraino, provocando tre morti e due feriti. Le dinamiche dell’accaduto sono ancora poco chiare e lo stato maggiore di Kiev ha deciso di aprire un’inchiesta per capire se si sia trattato di un incidente o di un imboscata dei separatisti filorussi.
A margine del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha detto di essere «estremamente inquieto per le violazioni continue del cessate-il-fuoco in Ucraina orientale», chiedendo alle parti in conflitto di rispettare gli accordi di Minsk del febbraio 2015.
Intanto giovedì a Parigi si terrà una nuova riunione dei ministri degli Esteri di Francia, Germania, Russia e Ucraina, il cosiddetto formato Normandia, durante la quale i colloqui saranno incentrati sull'introduzione della riforma della legge elettorale nell'est del Paese, necessaria per organizzare le elezioni e sbloccare lo stallo politico. Affinché possano svolgersi elezioni riconosciute da tutti, secondo Steinmeier, «sono necessarie due cose: una legge elettorale e le condizioni di sicurezza che ne consentano lo svolgimento».
Ma a tenere banco in queste ore, più che il conflitto nell’est del Paese, al quale gli ucraini sembrano essersi ormai abituati, è la situazione del gas. Naftogaz, la compagnia energetica statale ucraina, ha fatto sapere di non aver intenzione di acquistare gas da Gazprom, continuando lo “shopping” con il reverse flow. «Finora – ha spiegato l’amministratore delegato Andreij Kobolev al Forum energetico ucraino di Kiev – non abbiamo ancora pianificato questo tipo di operazione».
Un trilaterale tra i rappresentanti di Russia, Ucraina e Commissione Ue potrebbe tenersi nel mese di marzo nel tentativo di sbloccare una situazione che si trascina da più di un anno. «Siamo pronti a rinnovare le discussioni trilaterali. Alcuni contatti sono in corso, ma non abbiamo ancora fissato i dettagli esatti», ha detto una fonte altamente qualificata di Bruxelles. Il rischio alla fine è che si rinvii ancora, trascinando il addirittura dopo Pasqua.
Ed è dentro l’uovo che gli ucraini troveranno l’ennesimo regalo del Fondo Monetario Internazionale. Le tariffe per il gas destinato alla popolazione, infatti, aumenteranno di oltre 50% a partire dal primo Aprile. A renderlo noto è stato il capo della Commissione nazionale di regolamentazione statale dell'energia e utilities (NKREKU), Dmitry Vovk. Il funzionario ha spiegato che l’aumento avverrà nell’ambito del memorandum firmato in precedenza con Washington, in base al quale il prezzo del gas per la popolazione dovrà coprire il 75% della tariffa di importazione. Questo, ha avvertito Vovk, porterà a un aumento dell’80% in media anche dei prezzi per il riscaldamento.
Quello del primo aprile sarà il terzo aumento delle tariffe per il gas a partire dall’inizio del 2014. Nel prossimo futuro per gli ucraini ci saranno due ulteriori aumenti delle tariffe elettriche: uno dal primo settembre 2016 e un altro dal primo marzo 2017. Il risultato sarà catastrofico, perché porterà ad aumenti del 300-400% delle tariffe in base al consumo. Cosa che potrebbe dunque portare gli ucraini a non pagare più l’energia per poter sopravvivere. Già lo scorso ottobre il
ministero dell’Energia ucraino aveva avvertito sul fatto che solo il 40% della popolazione attualmente è in grado di pagare il gas.

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