Ucraina, la denuncia dei militari: dagli Usa attrezzature vecchie per combattere i filorussi

Gli scontri tra filorussi e separasti sono ripresi nel silenzio generale dei media occidentali

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Ucraina, la denuncia dei militari: dagli Usa attrezzature vecchie per combattere i filorussi

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di Eugenio Cipolla

Alcuni lo hanno letto come un disimpegno. I consiglieri diplomatici di Barack Obama, ormai, sarebbero convinti che in Ucraina è rimasto davvero poco da fare. Di fronte a un conflitto praticamente congelato, che si trascina da quasi due anni e che ha spazzato via la vita di migliaia di persone, oltre che una delle parti più produttive del paese, Washington starebbe gettando la spugna. Dire che la Crimea e il Donbass sono e resteranno russe, infatti, non è più la semplice considerazione di un tifoso, ma un dato di fatto.
 
Mesi fa Kiev ha deciso il blocco economico delle due zone contese, costringendo gli abitanti delle penisola di Crimea e quelli delle regioni di Donetsk e Luhansk ad arrangiarsi, a stampare una propria moneta (il rublo), a dotarsi di proprie leggi e di una propria polizia. Una mossa controproducente che difficilmente farà tornare la situazione all’epoca antecedente al conflitto. E’ sulla scia di questa riflessione che un Obama praticamente fuorigioco ha deciso di concentrare, come poi si è visto, le energie rimanenti della sua amministrazione sulla guerra in Siria. Per non rimangiarsi la parola con Petro Poroshenko circa un sostegno duraturo e continuo a Kiev, gli Usa hanno continuato a recitare la parte. Con effetti disastrosi.
 
Ieri un lungo e dettagliato articolo del Washington Post ha denunciato come gli Stati Uniti abbiano consegnato all’Ucraina attrezzature militari non-letali del valore di 260 milioni di dollari per aiutare l’esercito di Kiev nella sua lotta contro i filorussi. Roba vecchia, per la gran parte logora. Scrive il quotidiano, ad esempio, che alla periferia di Donetsk, controllata dai separatisti, le unità delle forze speciali governative stanno usando veicoli militari da ricognizione Humvee che risalgono alla fine degli anni ’80. Tre di questi veicoli hanno portiere e finestrini di plastica, senza nessuna adeguata protezione. E ancora: le ruote di alcuni camion forniti da Washington sono scoppiate dopo appena cento chilometri. «E’ il risultato dell’abbandono per troppo tempo nei depositi», ha detto un meccanico, intervistato dal giornale statunitense.
 
Alcune unità di fanteria, circa 120 uomini, hanno ricevuto dal Pentagono un solo tipo di giubbotto antiproiettile, dismesso dalle truppe americane agli inizi del 2000. «Se gli americani ci inviano attrezzature, che non sia roba di seconda mano», ha detto un comandante ucraino a microfoni spenti. Un portavoce del Pentagono non ha voluto commentare lo stato delle attrezzature limitandosi a precisare che «gli Usa hanno continuato a inviare attrezzature per aiutare l'Ucraina a monitorare e garantire i suoi confini, operare in modo più sicuro ed efficace e preservare e far rispettare la sua integrità territoriale».
 
Intanto, nonostante i riflettori sull’Ucraina si siano spenti da tempo, gli scontri tra filorussi e separasti sono ripresi nel silenzio generale dei media occidentali. Nelle ultime 24 ore, un soldato ucraino è morto, mentre altri, come reso noto dallo stato maggiore ucraino, sono rimasti feriti.  

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