UE, accordo per designare IRCG come Organizzazione terroristica. Iran: “L’Europa alimenta il fuoco”
Giovedì l'Iran ha accusato l'Unione Europea di "alimentare il fuoco" delle tensioni regionali dopo che i ministri degli esteri dell'Unione hanno concordato di designare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi paesi stanno attualmente lavorando per impedire lo scoppio di una guerra totale nella regione, aggiungendo che nessuno di loro è europeo.
"L'Europa è invece impegnata ad alimentare il fuoco", ha lamentato Araghchi in un post sulla società di social media statunitense X, criticando il blocco per quello che ha descritto come seguire l'esempio di Washington e commettere un "grave errore strategico" prendendo di mira la forza militare nazionale dell'Iran.
Ha ribadito che la mossa riflette una "palese ipocrisia", accusando i governi europei di non aver preso alcuna iniziativa in risposta alla guerra genocida di Israele a Gaza, mentre si affrettano a sostenere di stare difendendo i diritti umani in Iran.
Araghchi ha inoltre avvertito che l'Europa stessa sarebbe pesantemente colpita da un eventuale conflitto regionale più ampio, citando il potenziale impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia e le più ampie conseguenze economiche.
"L'attuale posizione dell'UE è profondamente dannosa per i suoi stessi interessi", ha avvertito, aggiungendo che gli europei "meritano di meglio di ciò che i loro governi hanno da offrire".
Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che l'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE, Kaja Kallas, ha annunciato che gli Stati membri dell'UE avevano raggiunto un accordo politico per designare l'IRGC come organizzazione terroristica.
"La repressione non può restare senza risposta", ha scritto Kallas su X, aggiungendo che i ministri degli esteri dell'UE hanno fatto un "passo decisivo" contro quello che ha descritto come "un regime che uccide il suo stesso popolo".
Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto con favore la mossa, affermando che la designazione era "attesa da tempo" e che il termine "terrorista" era appropriato per un regime che reprime le proteste "nel sangue".
Le dichiarazioni giungono mentre le tensioni tra Teheran e Washington si sono intensificate nelle ultime settimane, in seguito alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui una "imponente armata" si stava muovendo verso l'Iran, insieme al suo invito a Teheran a "sedersi al tavolo" per i negoziati.
I funzionari iraniani hanno avvertito che qualsiasi attacco statunitense provocherebbe una risposta "rapida e completa", ribadendo al contempo che Teheran rimane aperta ai colloqui solo a condizioni che definisce "giuste, equilibrate e non coercitive".
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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.


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