Ue. Come le grandi imprese utilizzano i ritardi nei pagamenti a spese delle piccole e con la connivenza degli stati. FT
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Il 40% delle aziende europee dichiara di avere problemi nel ricevere in tempo i pagamenti pendenti e che questo le impedisce di assumere nuovi lavoratori. Come riporta il Financial Times, piccole e medie imprese sono le più colpite dai ritardi nei pagamenti con circa le tre quarti che dichiarano come la situazione stia peggiorando. "Il ritardo nel pagamento pregiudica la competitività in Europa e il benessere sociale", ha dichiarato Fischer, un'analista intervistato dal Financial Times.
Il debito cancellato dalle compagnie europee a causa dei ritardi nei pagamenti o non pagamenti degli arretrati è cresciuto a 360 miliardi di euro nonostante la lenta ripresa economica in atto nel continente.
Naturalmente sono solo le piccole imprese a accusare il colpo. Una direttiva dell'Ue approvata nel 2011 prevede limiti di 30 e 60 giorni per il pagamento del settore pubblico e privato rispettivamente. Ma nonostante sia stata recepita dal Regno Unito, prosegue il Financial Times, il colosso della distribuzione Marks and Spencer ha cambiato i termini in modo arbitrario aumentando la finestra del pagamento da 60 a 75 giorni. "Le compagnie stanno deliberatamente non rispettando le previsioni della direttiva europea come un modo per gestire il loro afflusso di liquidità", ha dichiarato Fisher. "E' un modo per farsi prestare denaro dalle piccole imprese". Ma non ci sono poi conseguenze legali per la connivenza degli stati con le grandi imprese...


