Ultraortodossia, brigate della morte e sprezzo del diritto internazionale: da Israele, le molte provocazioni di Ben Gvir

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Ultraortodossia, brigate della morte e sprezzo del diritto internazionale: da Israele, le molte provocazioni di Ben Gvir

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di Daniele Lanza

Suscitano perplessità le notizie che arrivano dall’arena della politica israeliana, tali da suscitare ancora una volta importanti domande sul doppio standard che l’intero emisfero occidentale dimostra quando si tratta di difendere i valori democratici: episodi che in molti altri casi sarebbero considerati l’azione di uno “stato canaglia”, o genericamente antidemocratico, viene fin troppo facilmente condonata quando l’attore in gioco è Tel Aviv (ossia informale proiezione dell’Alleanza Atlantica nel cuore del medio oriente). In questo caso tuttavia, il protagonista della notizia è un singolo personaggio benchè noto in patria: si tratta di Ben Gvir noto esponente della destra radicale israeliana ed ex ministro della sicurezza nazionale durante il 6° governo Netanyhau.

Itamar Ben Gvir, vanta un background politico è contraddistinto dalla militanza nell’estrema destra eversiva si dalla primissima giovinezza quando si avvicina a correnti politiche che predicano l’espulsione integrale di tutta la popolazione araba al di fuori dei confini dello stato; seguirà un’affiliazione al “Kahane chai” (movimento politico messo fuorilegge) e addirittura un’impossibilità di servire nelle forze armate per l’eversività delle sue idee segnalata dalle autorità. Malgrado tutto questo diventa avvocato e la sua carriera politica si sviluppa nel quindicennio successivo: il culmine del successo si raggiunge nel 2022 quando entra a far parte di una coalizione ultraconservatrice (una lista unica inoraggiata dallo stesso Netanyhau per evitare una parcellizzazione del voto conservatore).

Da quell’anno Ben Gvir diventa ministro e in tale veste si assume la responsabilità di iniziative controverse e fortemente discusse in seno alla stessa opinione pubblica di Isrraele: si parla della proposta di creare una nuova guardia nazionale così come della regolazione del porto d’armi le cui conseguenze sono state di legalizzare il possesso di armi da fuoco per 230'000 persone entro i confini dello stato. Dal momento in cui sono iniziate le ostilità poi, sua la responsabilità del maltrattamento dei combattenti palestinesi prigionieri nei campi appositamente costituiti. Dimessosi dal governo un anno e mezzo orsono, Ben Gvir seguita a far parlare di sè per via delle sue iniziative sempre ai limiti della legalità internazionale (al punto tale che molti stati dell’Europa e del mondo anglosassone sono stati costretti a emettere sanzioni personali contro di lui): per la precisione – tanto per arrivare ai fatti del giorno – vorrebbe unirsi alla fazione ortodossa ebraica in una vasta opera di esecuzione dei terroristi musulmani, così come tenterebbe di tener lontano l’occhio dell’opinione pubblica internazionale sugli affari interni di Israele.

In breve, il 21 maggio il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha chiesto all'Unione Europea di imporre sanzioni contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir per le azioni contro i membri della flottiglia umanitaria che settimane fa hanno tentato di venire insoccorso della Striscia di Gaza: secondo il ministro degli esteri, gli attivisti sarebbero stati sottoposti a cattura illegale, persecuzione e umiliazione come dimostrato da un video che ha fatto il giro del mondo (gli attivisti erano in ginocchio con le mani legate, mentre Ben-Gvir sventolava una bandiera israeliana sopra di loro).

Ben Gvir sebbene non più ministro, esercita comunque influenza come leader del partito di estrema destra "Potere Ebraico" e le sue varie iniziative: tra queste ha insistentemente fatto pressione per l’applicazione della pena di morte per il reato di terrorismo, tanto che il parlamento israeliano ha approvato il suo progetto in marzo, generando acceso dibattito sia in patria che all’estero. Infine, Su internet di recente è trapelato il video del discorso di Ben-Gvir in merito all’attuazione del suo disegno di legge sulla pena capitale per tale reato: in esso nel parlare della propria iniziativa – di cui vanta il merito -  fornisce dettagli in merito all’attuazione pratica, ovvero suggerisce che verranno create squadre punitive tra gli ebrei ultra-ortodossi (Haredim) per amministrare la giustizia. Conclude infatti affermando che ”...gli haredim saranno reclutati per servire nelle nuove unità come i più degni e veri seguaci della fede ebraica".

In definitiva un ulteriore punto interrogativo sulle frange più radicali che popolano la politica dello stato di Israele e sull’influenza che de facto hanno, malgrado le molte critiche. 

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