"Un altro fallimento finanziario potrebbe significare la fine della storia dell'India”, portavoce del ministro dell'economia Chidambaram

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"Un altro fallimento finanziario potrebbe significare la fine della storia dell'India”, portavoce del ministro dell'economia Chidambaram

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Nel giorno in cui il ministro dell'economia indiano P. Chidambaram presenta al Parlamento la legge di bilancio, è scontro interno al governo per l'attuazione dei previsti tagli alla spesa. Con Nuova Delhi che ha fallito nel raggiungere l'obiettivo del deficit di bilancio fissato al 4.6% del Pil nel 2011/2012 – attestandosi ad un preoccupante 5,8% - e con le agenzie di rating che hanno minacciato un downgrade, Chidambaram si è impegnato in una severa azione di austerità per conservare la fiducia degli investitori internazionali. L'obiettivo è quello di ridurre il deficit al 5.3% del Pil quest'anno ed al 4.8% nel 2013/14. Con la crescita economica stagnante al 5.5% dopo una decade in doppia cifra,  tuttavia, il ministro delle finanze non può contare sulle entrate fiscali per ottenere tale risultato ed ha precisato come non ci sia alternativa alla riduzione della spesa pubblica ed ad un periodo di austerità.
Questo è proprio quello che molti ministri non vogliono in relazione al voto previsto per l'aprile del 2014. In particolare, il ministro dello sviluppo rurale e quello delle questioni etniche, riporta Reuters, hanno inviato due lettere a Chidambaram esprimendosi contro i tagli, che minerebbero la possibilità di concludere i progetti in infrastrutture per le aree più povere del paese e per la riduzione del Welfare.  

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