"Un elefante in una cristalleria", il premier russo Medvedev sulla gestione dell'Ue della crisi di Cipro

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"Un elefante in una cristalleria", il premier russo Medvedev sulla gestione dell'Ue della crisi di Cipro

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Cresce la tensione tra il Cremlino e le istituzioni europee per la vicenda del salvataggio finanziario di Cipro. Il primo ministro Dimitri Medvedev, in un incontro a Mosca con una delegazione della Commissione Ue, guidata dal presidente Josè Manuel Barroso, ha addirittura minacciato che potrebbe rivedere la quota delle sue riserve in euro (circa il 40% del totale) e destabilizzare la moneta unica se la soluzione scelta dalla troika toccherà gli interessi russi. "Sono molto preoccupato della situazione, soprattutto per le conseguenze per i cittadini ciprioti. In passato abbiamo risolto problemi maggiori. Mi auguro che anche in questo caso si trovi una soluzione", si legge nel sito internet del governo russo, che riporta alcune considerazioni del premier sulla vicenda.
In un'intervista a Repubblica, il premier russo ha usato un parallelismo con l'epoca sovietica per definire l'intervento Ue, "un elefante in una cristalleria". "Se questo è possibile a Cipro, perché non sarebbe possibile in Spagna, in Italia o in altri Paesi che soffrono problemi finanziari? Domani è lì che si confischeranno le economie", ha dichiarato Medvedev.
A Mosca il ministro delle finanze cipriota, Michael Sarris, continuerà a discutere con Anton Siluanov la rimodulazione del prestito esistente da 2,5 miliardi e possibili collaborazioni nel settore bancario e del gas. 

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