Un francese mangia dalla spazzatura per due mesi per dimostrare che l'Europa non è in crisi

La storia di Baptiste Dubanchet che da Parigi arriverà a Varsavia a metà luglio in bicicletta

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Un francese mangia dalla spazzatura per due mesi per dimostrare che l'Europa non è in crisi

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Gli europei non sono così in crisi come pensano. Per dimostrarlo ai suoi concittadini, il francese Baptiste Dubanchet viaggia da Parigi a Varsavia in bicicletta. Lungo il suo percorso si alimenta solo di cibo buttato nella spazzatura. Lo riporta Rt Sepa Más.
 
Secondo quanto Dubanchet ha spiegato al portale francese The Local, prima di intraprendere il suo viaggio aveva già immaginato che supermercati, ristoranti e panetterie europee gettassero nella discarica molti prodotti ancora idonei al consumo, ma la realtà ha superato le previsioni. “Non pensavo che sprecassimo così tanto. Anche quando lo sai, è sorprendente aprire la pattumiera e scoprire che ci sono tante patate, frutta e yogurt: a volte le discariche sono piene di cose che sono ancora commestibili”, commenta il giovane di 25 anni. 
 
Dubanchet viaggia da poco più di due mesi, dal 15 aprile. Dopo la partenza dalla Francia ha attraversato cinque paesi: Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania e Repubblica Ceca. Ha pianificato di arrivare a Varsavia, capitale della Polonia, a metà luglio. 
 
Dubanchet racconta poi che alla gran parte dei negozi dove ha chiesto che gli consegnassero il cibo che avrebbero buttato, questi hanno rifiutato sostenendo che ciò che era nel cestino non era idoneo al consumo umano. Il giovane ha anche riferito che la maggior parte dei supermercati chiude la spazzatura e a volte la copre con del filo spinato.
 
Il viaggio del francese coincide con l'Anno europeo contro gli sprechi alimentari. Secondo le statistiche dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), ogni anno circa un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano - circa 1.300 milioni di tonnellate - scade e va a finire nelle discariche. FAO insiste sul fatto che solo un quarto di questa entità può essere sufficiente per sfamare 870 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo.

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