Un tribunale israeliano assolve il colono che aveva preso a calci in testa una suora cattolica
Un tribunale israeliano ha assolto Yona Schreiber, un colono ebreo dell'insediamento di Peduel in Cisgiordania occupata, in relazione a una violenta aggressione ai danni di una suora cattolica francese avvenuta nei pressi della Città Vecchia di Gerusalemme all'inizio di quest'anno. Mercoledì il Tribunale di primo grado di Gerusalemme ha assolto Schreiber per «malattia mentale».
A seguito della sentenza, l'avvocato di Schreiber, Idan Gamliel, ha descritto l'aggressione come un «incidente sfortunato» e ha affermato che la difesa ha preso «atto» dei «sentimenti di disagio» provati dalla suora a seguito dell'aggressione.
L'aggressione e le reazioni internazionali
Schreiber ha aggredito la suora 48enne ad aprile all'esterno del Cenacolo sul Monte Sion, un luogo considerato sacro da cristiani ed ebrei. La suora, ricercatrice presso la Scuola francese di ricerche bibliche e archeologiche di Gerusalemme, ha dovuto ricorrere a cure mediche dopo che Schreiber l'ha spinta a terra e le ha sferrato calci alla testa.
L'aggressione ha suscitato condanne internazionali e si inserisce in un crescente fenomeno di attacchi da parte di estremisti ebrei contro i cristiani nella Gerusalemme Est occupata e in Cisgiordania.
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Un fenomeno in espansione
A maggio, l'organizzazione francese L'Oeuvre d'Orient ha riferito che le truppe israeliane hanno demolito un convento appartenente alle Suore Salvatoriane, un ordine religioso greco-cattolico, nel villaggio di Yaroun. Ad aprile, un'immagine che mostrava un soldato israeliano mentre utilizzava un martello pneumatico per distruggere una statua di Gesù sulla croce nel Libano meridionale è diventata virale sui social media.
Un recente rapporto del Rossing Centre for Education and Dialogue ha documentato un forte aumento degli attacchi contro i cristiani, descrivendo un «fenomeno continuo e in espansione di intimidazioni e aggressioni». Sono stati registrati 155 episodi nel 2025, tra cui 61 aggressioni fisiche, 52 attacchi a proprietà ecclesiastiche, 28 casi di molestie e 14 episodi di atti vandalici contro cartelli segnaletici. Il rapporto afferma che queste cifre rappresentano solo la «punta dell'iceberg».


