"Una grave mancanza", il ministro indiano sulla morte di uno dei sospetti del noto stupro di Nuova Delhi
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Uno dei cinque accusati del noto stupro di massa dello scorso dicembre a Nuova Delhi, Ram Singh, è stato trovato morte in prigione. La polizia ha annunciato che si è trattato di un suicidio, ma il suo avvocato ed i familiari accusano le autorità di omicidio. Il ministro degli interni indiano, Sushilkumar Shindela, ha definito l'episodio una “grave mancanza in termini di sicurezza" ed ha subito aperto un'inchiesta ufficiale delle autorità. Riporta il sito on line della BBC.
L'episodio dello stupro del 23 dicembre scorso contro la studentessa di medicina su un autobus di Nuova Delhi, ha scioccato il paese e generato un'enorme ondata emotiva del paese, canalizzando tutte le lotte per l'emancipazione femminile nel paese. I cinque sospetti in prigione nel carcere di Tihar - la più grande in Asia con 12 mila prigionieri rispetto ad una capacità massima di 6 mila – rischiano tutti la pena di morte nel processo con rito abbreviato in corso nella capitale. Un sesto sospetto, minorenne, è sotto processo da un tribunale minorile.


