"Una guerra illegale": Trump minimizza le perdite in Iran, ma i dati lo smentiscono
Secondo gli ultimi dati del Dipartimento della Difesa, il numero di militari statunitensi feriti nel conflitto contro l'Iran è salito a 653, tra cui figurano ben 64 ufficiali di alto grado. La testata specializzata The War Horse precisa che 64 feriti appartengono alla Marina, 51 all'Aeronautica e 19 al Corpo dei Marines, sebbene la maggior parte delle vittime si registri tra le fila dell'Esercito.
I dati clinici rivelano un dettaglio allarmante: le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) sono diventate la tipologia di ferita più diffusa sul campo. Dall'inizio del conflitto fino ai primi di aprile, infatti, almeno 170 militari hanno riportato gravi traumi cranici.
Trump minimizza le perdite Nonostante i numeri, Donald Trump ha cercato di ridimensionare la gravità delle perdite subite dalle truppe statunitensi, arrivando a giustificarle attraverso un paragone con i pesanti bilanci registrati storicamente in Vietnam e in Afghanistan.
Tuttavia, la brutalità degli scontri racconta una storia diversa. Il 1° marzo, come riportato da The War Horse, un drone iraniano ha attaccato il centro operativo delle forze americane nel porto di Al-Shuaiba, in Kuwait. L'attacco si è rivelato il più letale dall'inizio delle ostilità: sei militari hanno perso la vita e un colonnello dell'Esercito ha subito una grave lesione cerebrale a causa dell'onda d'urto generata dall'esplosione.
L'impennata del numero dei feriti coincide con l'intensificarsi della strategia di rappresaglia di Teheran, innescata in risposta alle azioni statunitensi. L'Iran si è infatti impegnato a colpire con un rapporto di due a uno: per ogni obiettivo iraniano distrutto, verranno attaccati almeno due bersagli nemici.
Le accuse di "insabbiamento" La gestione del conflitto sta sollevando aspre polemiche interne. Diversi deputati hanno denunciato la linea di Trump, definendola una "guerra illegale" che sta costando un prezzo inaccettabile in vite umane, sia americane che iraniane.
Ad aggravare il quadro sono arrivate le rivelazioni di The Intercept. Il 1° aprile, la testata ha accusato Washington di stare attuando un vero e proprio "insabbiamento delle vittime". Secondo l'inchiesta, i militari statunitensi uccisi o feriti sarebbero quasi 750: una cifra considerevolmente superiore a quella ammessa dal bilancio ufficiale. Appare dunque sempre più probabile che gli Stati Uniti stiano nascondendo decine di vittime dopo gli ultimi attacchi subiti.


