Una pratica ripugnante che riguarda solo due paesi al mondo. Il primo sono gli Stati Uniti
L'ennesimo esempio del doppio standard applicato dalla Comunità Internazionale
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Nick Giambruno su Doug Casey's International Manuna presenta una storia che definisce “oscura, ma anche incredibilmente istruttiva”.
Questa è la storia di come l'Eritrea, una piccola, per lo più sconosciuta nazione dell’Africa orientale tassa i suoi cittadini che vivono all'estero.
L'Eritrea è uno dei due soli paesi al mondo che tassano i propri cittadini non residenti sul loro reddito globale. In particolare, l’Eritrea riscuote il 2% di tasse sul reddito dei suoi cittadini che risiedono all'estero.
Quasi ogni altro paese al mondo, basa il suo sistema fiscale sulla residenza e non sulla cittadinanza. Ad esempio, se sei un cittadino italiano e lasci l'Italia per diventare un residente e percepire un reddito a Dubai, non dovrai pagare le tasse su quel reddito per il governo italiano. Se tu fossi un cittadino eritreo, invece, dovresti pagare le tasse al governo eritreo indipendentemente da dove vivi e lavori.
Questa pratica è stata condannata come "estorsione" e una misura "repressiva" di un governo "autoritario" da parte dei media.
Infatti, come la stessa ONU ha sottolineato nella Risoluzione 2023, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato l'Eritrea per "l’utilizzo di estorsione, minacce di violenza, frode e altri mezzi illeciti per riscuotere le tasse dai suoi cittadini al di fuori dell'Eritrea.".
Si può pensare, "Qual è la polemica? L'Eritrea viene criticata, ed è giusto così. "
Per capire la controversia, dobbiamo esaminare l'unico altro paese del pianeta che ha un sistema fiscale simile.
L'unico altro paese a livello mondiale che tassa i suoi cittadini non residenti sono, naturalmente, gli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti fanno esattamente la stessa cosa dell’Eritrea ai cittadini non residenti, con la differenza di farlo su una scala molto più grande e con pene assolutamente draconiane.
La misera tassa del 2% prevista dall’Eritrea è quasi insignificante rispetto alla tassazione del 39,6% che gli espatriati americani devono pagare, anche se hanno guadagnato tale reddito all'estero e non hanno mai messo piede negli Stati Uniti.
Va inoltre osservato che l'Eritrea è un paese povero e ha una capacità molto limitata di riscuotere effettivamente la sua imposta del 2%. Molti eritrei che vivono all'estero non ne hanno mai nemmeno sentito parlare, e tanto meno sono spaventati da essa.
Gli Stati Uniti, invece, essendo una superpotenza finanziaria e militare hanno la capacità di imporre il proprio sistema fiscale letteralmente in tutto il mondo. Se si considera questa capacità e le sanzioni - che possono essere descritte solo come crudeli e inusuali – non sorprende se gli americani espatriati sono terrorizzati.
Gli espatriati americani sono minacciati di prigione e multe stravaganti anche solo per l’errata compilazione della documentazione.
L’Eritrea viene perseguitata, ostracizzata, e sanzionata per l'utilizzo, secondo l’ ONU "di minacce, molestie e intimidazioni" per "estorcere" imposte ai suoi cittadini che vivono all'estero. Dovremmo aspettarci almeno un accenno di critica per l'unico altro paese al mondo che fa essenzialmente la stessa cosa, ma nulla.
Questo non è sorprendente. E’ chiaramente un doppio standard ed è facile capire perché esiste.
Come unica superpotenza del mondo ed emittente della valuta di riserva globale, gli Stati Uniti non danno conto a nessuno. È molto più facile prendersela con un piccolo, povero paese africano che affrontare gli Stati Uniti. Basta chiedere Canada.
Recentemente il governo canadese ha preso la decisione drastica di espellere il capo del consolato eritreo a Toronto perché era stato coinvolto con la riscossione della tassa del 2% sugli eritrei che vivono in Canada.
Sembrerebbe che al Canada non piacciano i governi stranieri che turbano i residenti canadesi. A meno che il governo straniero non sia il governo degli Stati Uniti.
Curiosamente, la reazione del Canada al sistema fiscale degli Stati Uniti è esattamente l'opposto rispetto alla reazione avuta con l’Eritrea. Invece di agire per evitare che il governo degli Stati Uniti molesti i cittadini statunitensi che vivono in Canada, il governo canadese l’ha sorprendentemente facilitato, nel rispetto della normativa FATCA, anche se contraddice la legge canadese.
E’ sempre meglio affrontare la realtà che ignorare le brutte verità, commenta Giambruno. Gli americani, soprattutto quelli che vivono all'estero, vivono sotto uno dei peggiori sistemi fiscali in tutto il mondo.
Una situazione piuttosto ironica, se si guarda alla storia. Gli americani sono passati dalla rivoluzione innescata da una relativamente piccola tassa sul tè al sistema che esiste oggi.

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