USA-Iran, parla il viceministro iraniano: "Cosa succederà ora in Libano e a Hormuz"
Il viceministro degli Esteri iraniano ha annunciato la conclusione positiva dei colloqui tecnici con gli Stati Uniti a Ginevra, durante i quali sono state definite le modalità operative per l'attuazione del recente memorandum d'intesa e la struttura dei futuri negoziati.
La delegazione di Teheran, guidata dal viceministro Kazem Qaribabadi e composta da esperti politici, economici e giuridici, si è confrontata con la controparte statunitense per tradurre in passaggi concreti l'accordo siglato lo scorso 18 giugno a Islamabad dai presidenti Donald Trump e Masoud Pezeshkian.
Nascono quattro gruppi di lavoro e un'unità per il Libano
Al termine della sessione negoziale, Qaribabadi ha confermato che l'architettura dei futuri colloqui si poggerà su quattro tavoli tecnici specifici:
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Un gruppo sulla revoca delle sanzioni economiche;
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Un gruppo incentrato sulle sanzioni nucleari;
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Un gruppo dedicato alla ricostruzione e allo sviluppo economico;
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Un comitato per il monitoraggio e l'attuazione degli impegni presi.
Sul fronte della sicurezza regionale, le parti hanno concordato l'istituzione di un memorandum specifico per garantire il passaggio sicuro delle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz. Inoltre, verrà creata un'unità speciale per la prevenzione dei conflitti in Libano, che vedrà il coinvolgimento diretto non solo di USA e Iran, ma anche di Pakistan e Qatar nel ruolo di garanti.
Petrolio e fondi sbloccati: i dettagli economici
I colloqui in Svizzera hanno prodotto immediati effetti pratici sul piano finanziario ed energetico. Washington ha infatti già pubblicato sul sito dell'OFAC (l'Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro) una licenza generale che autorizza legalmente la vendita di petrolio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, sbloccando al contempo tutti i servizi logistici e bancari correlati.
Inoltre, Qaribabadi ha annunciato il via libera immediato al rimpatrio di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani precedentemente congelati all'estero, che verranno erogati in due tranche da 6 miliardi di dollari ciascuna.
Questa accelerazione diplomatica, arrivata dopo mesi di mediazione pakistana, segna l'inizio di una nuova fase di multilateralismo che punta a stabilizzare i mercati dell'energia e a disinnescare i focolai di crisi in Medio Oriente.


