USA-Venezuela, Lula si offre come mediatore: “No alla guerra in America Latina”
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha espresso forte preoccupazione per l’escalation di tensioni tra Stati Uniti e Venezuela provocate dalle mosse ostili di una Washington sempre più tracotante, ribadendo che l’America Latina è una regione di pace e che una guerra sarebbe inaccettabile. Lula ha dichiarato di non comprendere le reali ragioni dell’ostilità degli Stati Uniti verso Caracas: “Nessuno dice chiaramente quali interessi ci siano dietro questa aggressione”.
Il leader brasiliano ha confermato di aver parlato sia con Nicolás Maduro sia con Donald Trump, sottolineando la necessità di una soluzione diplomatica. Con oltre 2.000 chilometri di confine con il Venezuela, il Brasile - ha spiegato - ha una grande responsabilità nella stabilità del continente. “Non vogliamo una guerra nel nostro continente”, ha ribadito. Lula si è detto disponibile a svolgere un ruolo di mediatore, ricordando la sua esperienza passata nel favorire il dialogo tra governi contrapposti. A suo avviso, la diplomazia “dà molti più risultati delle posizioni belliciste”.
Il presidente brasiliano starebbe valutando un nuovo colloquio con Trump prima di Natale per capire come contribuire a un accordo pacifico. Le dichiarazioni arrivano mentre gli Stati Uniti intensificano le operazioni militari nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico, giustificate come parte della lotta al narcotraffico, ma contestate da Caracas e da diversi Paesi, oltre che in palese violazione del diritto internazionale.
Il Venezuela denuncia un tentativo di cambio di regime e accusa Washington di usare il pretesto della droga per accaparrarsi le sue ingenti risorse energetiche. In un contesto di condanne internazionali e crescenti tensioni, Lula insiste: il dialogo è l’unica strada per evitare una “guerra fratricida” in Sudamerica.
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