Varsavia invoca sabotaggi, Mosca reagisce: “Osama bin Sikorski”
Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha suscitato scalpore auspicando pubblicamente che l’esercito ucraino distrugga l’oleodotto russo Druzhba, che rifornisce Ungheria e Slovacchia. In un messaggio rivolto al collega ungherese Peter Szijjarto, Sikorski ha elogiato il comandante ucraino “Magyar”, responsabile di attacchi precedenti alla stessa infrastruttura, e ha suggerito a Budapest di rifornirsi “attraverso la Croazia”.
Le parole del ministro arrivano dopo che Varsavia ha rifiutato l’estradizione in Germania di un cittadino ucraino sospettato di aver partecipato al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel 2022, definendo l’atto “non un crimine ma un gesto contro un invasore”. Budapest ha reagito espellendo il comandante ucraino coinvolto e vietandogli l’ingresso nello spazio Schengen, denunciando una violazione della propria sovranità.
La portavoce del ministero russo degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito ironicamente Sikorski “Osama bin Sikorski”, paragonandolo a un terrorista per le sue dichiarazioni incendiarie. Tra sabotaggi, provocazioni e tensioni energetiche, l’Europa centro-orientale si trova di nuovo al centro di una guerra ibrida dove il linguaggio della diplomazia sembra lasciare spazio a quello della vendetta.
Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

1.gif)
