Venezuela, Cuba e Bolivia partecipano alla celebrazione del 9° anno della Rivoluzione Ecuatoriana

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Prensa Embaveneit 
 
L’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Julián Isaías Rodríguez Díaz, in compagnia dell’incaricato d’affari dell’Ambasciata dello Stato Plurinazionale di Bolivia, Luís Sánchez, del consigliere politico di Cuba, Roger López, del terzo segretario dell’Ambasciata dell’Ecuador in Italia, Paul Vallejo e di alcuni rappresentanti della comunità ecuatoriana a Roma,  ha risaltato le conquiste della rivoluzione cittadina condotta in Ecuador dal presidente Rafael Correa.
 
L’evento, organizzato dall’Associazione Alianza País Italia e dalla Rete di Amici della Rivoluzione Cittadina, ha visto la partecipazione del Comitato Immigrati di Roma, della Rete di Solidarietà  Caracas Chiama e del Comitato JVP Sri Lanka in Italia, ed ha permesso un nutrito dibattito sulle conquiste della rivoluzione cittadina che il presidente  Correa ha avviato insieme al suo popolo, con l’obiettivo di ricostruire la sovranità e recuperare la dignità del suo paese.  
 
Secondo Federica Zaccagnini, intervenuta all’iniziativa in qualità di oratore, una  delle principali conquiste della rivoluzione cittadina è il riscatto della sovranità popolare: “Si tratta di una rivoluzione in cui il Presidente funge da facilitatore” e permette “la costruzione di un socialismo per i latinoamericani e fatto dai latinoamericani, senza seguire altri modelli”.  
 
A sua volta, l’ambasciatore venezuelano in Italia, Isaías Rodríguez, ha osservato che il continente latinoamericano è assediato dall’impero nordamericano, che cerca di destabilizzare la regione: per questo, è necessario combatterlo. “La rivoluzione è  la balia della storia. Non c’è modo di fare rivoluzione salutando il nemico: bisogna combatterlo, combatterlo con la ragione, ma se la ragione non da risultati bisogna combatterlo con la forza”.   
 
“I popoli piano piano hanno accumulato dignità e costruito coscienza, cercando di rafforzare la ragione e creando, con la ragione e con la coscienza, una nuova dignità per l’America Latina. Tuttavia, sembrerebbe che questo non basti: è un momento di riflessione importante… “Solo il popolo può difendere il popolo, solo il popolo può salvare il popolo”: un’espressione del Comandante Chávez che non è morta con lui e non morirà mai” ha  sottolineato Rodríguez.
 
I rappresentanti diplomatici intervenuti hanno concordato sul fatto che la solidarietà Bolivariana, la solidarietà di tutti coloro che lottano per una società giusta ed una sovranità reale,  è dalla parte dell’ Ecuador e che le battaglie non sono mai brevi. “I nostri processi di indipendenza sono rimasti incompiuti, perchè non ci hanno liberato dalle classi dominanti.  Il processo di costruzione di una nuova libertà e di una nuova società, indipendente dagli imperi, è il tipo di sovranità che abbiamo iniziato a costruire nei nostri paesi” ha concluso Rodríguez.
 
Durante il suo intervento, Salvatore Monni, docente dell’Università di Roma Tre, ha spiegato che il successo delle politiche che incoraggiano il buon vivere nei paesi rivoluzionari dell’America Latina  è il successo di un popolo che lotta e che lavora per costruire un mondo più giusto, umano, equo e libero. 

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