Verso la battaglia finale, dal tour di Pepe Escobar in Italia

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Verso la battaglia finale, dal tour di Pepe Escobar in Italia

 

L’Associazione Italianinformazione ha promosso un tour di 5 date di Pepe Escobar che ha presentato e anticipato alcune delle tematiche del suo ultimo volume “Il Secolo Multipolare” pubblicato in anteprima con la traduzione italiana tra Udine, Trieste, Bologna, Torino e Firenze gettando luce sui profondi cambiamenti in atto in seguito all’aurora del mondo multipolare che si contrappone con sempre maggior decisione all’Occidente collettivo.

Lamberto Rimondini, Cosimo Massaro, Nino Galloni, Nicoletta Forcheri, Bianca Laura Granato, Lorenzo Maria Pacini e altri studiosi e scrittori hanno accompagnato Escobar durante i suoi interventi che hanno delineato nuove prospettive su quanto sta avvenendo nel mondo. Il celebre reporter ha evidenziato come nel’ultimo anno sia definitivamente terminato il paradigma dell’ordine mondiale basato sulle regole. Con il dominio del Trump 2.0 quest’ordine è saltato e tutto è dominato dal caos. Fino ad un anno fa la logica dell’impero era la guerra perpetua contro la Russia per imporre una sconfitta strategica all’ordine multipolare. Da dopo il vertice di Kazan e con la presidenza Trump 2.0 quest’ordine è cambiato radicalmente, generando caos continuo per continuare a sostenere i 38 trilioni di dollari di debito degli Stati Uniti d’America. Il vertice di Kazan è stato il punto di discrimine che ha lanciato i BRICS come vera e propria potenza mondiale, pensato e progettato da Russia, Cina e India con la SCO come motore di quell’iniziativa.

Oggi per l’Impero del Caos c’è un disastro assoluto, di fronte al successo dell’Operazione Militare Speciale. Trump che non è uno stratega, ma essenzialmente un abile affarista e commerciante, cerca di trattare sui singoli punti e fatti che accadono, ma senza una vera strategia di fondo ed è paragonabile ad un attore che improvvisa. Di fronte ad una sconfitta strategica dell’Impero del Caos contro la Cina non c’è un vero piano B. La parte di Trump cerca di fronteggiare i problemi tenendo il palcoscenico e recitando più parti. Marco Rubio aiuta Trump in America Latina, spingendo per disarticolare ogni ipotesi socialista in America Latina.

Trump d’altra parte non ha portato avanti un piano di pace, ma ha fatto un talking points, per tentare di reggere il palco, nulla di più nulla di meno. Il vero tema di fondo che opera dietro le quinte è il colossale debito americano che cuba 9 trilioni di dollari di interessi sul debito l’anno, una quantità insostenibile per qualsiasi potenza capitalistica nella storia, tant’è che gli Stati Uniti passano sistematicamente da uno shutdown all’altro ogni anno. La Russia dal canto suo è ormai votata all’Asia e aperta all’Oriente, in queste ore Putin viene accolto in India come un nuovo Shiva e sta firmando contratti per portare nuove carte di credito a oltre 1 miliardo di indiani. Provate solo ad immaginare il potenziale di sviluppo nell’ambito del credito e della finanza di una simile innovazione.

Lamberto Rimondini ha evidenziato come l’Impero del Caos, non è altro che mafia finanziaria anglo-franco-sionista e sta letteralmente perdendo i pezzi del suo territorio colonizzato nei secoli a partire dalla Compagnia delle Indie alla fine del Settecento. Non è un caso che a Londra e a Parigi vi siano le due banche dei Rothschild. L’Italia anch’essa è stata colonizzata, ma ora ci troviamo all’interno di un cambiamento epocale. C’è una parte di mondo, la maggioranza della popolazione mondiale, che sta andando da un’altra parte. Purtroppo c’è anche un’altra parte di mondo dove questa mafia riesce ancora ad eterodirigere, mandando i governi sotto cosiddetto “pilota automatico”. L’UE è poi la manifestazione più esemplare di questo, avendo un organo esecutivo, la Commissione Europea, come organo non eletto. Gli Stati Uniti dal canto loro sono in una fase di sgancio da questa sorta di cupola massonica e lo stanno cercando di fare con l’aiuto della Russia che a suo tempo è riuscita ad affrancarsi da queste dinamiche.

Nino Galloni da economista ha evidenziato l’importanza della svolta cinese che ha consentito alla Repubblica Popolare di crearsi una solida economia autocentrata.  Ed è proprio in seguito a questa fondamentale scelta politica focalizzata sull’accrescimento della domanda interna e sull’incremento del reddito pro-capite che negli anni l’ha sottoposta ad attacchi finanziari da parte delle borse mondiali. La Cina ha però saputo convertire tali attacchi in nuova spinta e rinascere. Lo sviluppo economico e la reindustrializzazione cinese hanno potuto essere attuate proprio in seguito a questa fuga dalla finanziarizzazione. Laddove l’operaio cinese ha preferito acquistare beni e servizi cinesi anziché investire i suoi risparmi in fondi speculativi, magari eterodiretti dalla mafia finanziaria di cui si diceva prima, la Cina si è salvata.

L’unica rivoluzione possibile oggi in Occidente è proprio quella che ha fatto la Cina: ripartire dalle nostre imprese, senza strozzarle, investire sull’economia interna e creare crescita del reddito non tagliando i salari ma incrementandoli. È fondamentale creare reddito e commercio senza farsi strozzinare da un’Unione Europea che è stata costruita appositamente per distruggere le nostre piccole e medie imprese per favorire la vocazione mercantilista tedesca, che abbiamo visto dov’è finita una volta che gli Stati Uniti l’hanno disconnessa dall’hub energetico russo.

Cosimo Massaro ha riflettuto soprattutto sulla necessità di riprendere le nostre radici storico-culturali, rialzando la testa come popolo che ha una propria tradizione. È stata messa al centro l’importanza di non farsi appiattire culturalmente dall’imperialismo che invece cerca di imporre un modello unico anglofono. Lo Spirito dei popoli si sta ridestando proprio su queste basi, perché il multipolarismo è profondamente incentrato sull’orgoglio per la propria cultura che si esprime in piena libertà e rispetto reciproco con le altre che stanno alzando la testa contro l’Impero del Caos. Il sistema colonialistico è basato su una vera e propria cultura cancerogena della morte, per questo spacciano guerra in tutto il mondo. Questa cultura della morte però non potrà vincere contro una cultura della vita enormemente più forte. I popoli che hanno saputo affrancarsi, autofinanziandosi, come la Russia che si è sganciata dal circuito SWIFT evitando così di indebitarsi per portare avanti le proprie politiche, hanno scelto realmente di diventare padroni a casa propria esercitando la sovranità popolare tanto declamata dai sovranisti di cartone che poi invece si sono messi a fare gli interessi delle élite.

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Fulvio Grimaldi, da Figlio della Lupa a rivoluzionario del ’68 a decano degli inviati di guerra in attività, ci racconta il secolo più controverso dei tempi moderni e forse di tutti i tempi. È la testimonianza di un osservatore, professionista dell’informazione, inviato di tutte le guerre, che siano conflitti con le armi, rivoluzioni colorate o meno, o lotte di classe. È lo sguardo di un attivista della ragione che distingue tra vero e falso, realtà e propaganda, tra quelli che ci fanno e quelli che ci sono. Uno sguardo dal fronte, appunto, inesorabilmente dalla parte dei “dannati della Terra”.

Alex Marsaglia

Alex Marsaglia

Nato a Torino il 2 maggio 1989, assiste impotente per evidenti motivi anagrafici al crollo del Muro di Berlino. Laureato in Scienze politiche con una tesi sulla rivista Rinascita e sulla via italiana al socialismo, si specializza in Scienze del Governo con una tesi sulle nuove teorie dell’imperialismo discussa con il prof. Angelo d’Orsi. Redattore de Il Becco di Firenze fino al 2021. Collabora per un breve periodo alla rivista Historia Magistra. Idealmente vicino al marxismo e al gramscianesimo. Per una risposta sovranista, antimperialista e anticolonialista in Italia e nel mondo intero. 

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