Via libera del Senato russo all'intervento militare in Siria contro l'Isis. Gli Usa da che parte staranno?

A differenza di quella che viene definita Coalizione internazionale a guida Stati Uniti, la Russia è stata invitata dalle autorità legali della Siria

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Via libera del Senato russo all'intervento militare in Siria contro l'Isis. Gli Usa da che parte staranno?

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La Camera alta del Parlamento russo ha votato all'unanimità per consentire formalmente al presidente Vladimir Putin di utilizzare le truppe militari in Siria per combattere il terrorismo, accogliendo così una richiesta esplicita da parte del presidente siriano Bashar Assad.
 
Per la Costituzione russa, il consenso era necessario per il dispiegamento di truppe straniere per missioni di combattimento. La richiesta per l'uso della forza è stata avanzata dal Presidente dato il gran numero di cittadini della Russia e dei paesi vicini unitisi ai gruppi terroristici che combattono in Siria. Lo ha riferito ai media il capo dell'amministrazione presidenziale Sergey Ivanov. “Sono in migliaia e la sicurezza nazionale della Russia sarebbe a rischio, dovrebbero tornare a casa”, ha aggiunto Ivanov.
 
"Non si tratta di raggiungere nessun obiettivo di politica estera, soddisfare alcuna ambizione, come i nostri partner occidentali ci accusano regolarmente. E' solo per l'interesse nazionale della Federazione russa", ha detto il funzionario, escludendo operazioni di terra in Siria, ma solo l'utilizzo di aerei da guerra russi per colpire obiettivi terroristici e solo quando richiesto dal governo siriano. 
 
A differenza di quella che viene definita Coalizione internazionale a guida Stati Uniti, la Russia è stata invitata a prendere queste decisioni dalle autorità legali della Siria, in linea così con il diritto internazionale. “La campagna di bombardamenti è limitata nel tempo”, ha dichiarato Ivanov, non rivelando comunque un termine chiaro per la sua fine. "Tutti i nostri partner e alleati saranno informati attraverso i nostri canali militari. Saranno fornite informazioni militari specifiche” ha concluso.
 
Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato che apriranno "linee di comunicazione" con la Russia per evitare ogni "errore di valutazione e di calcolo" con le operazioni della coalizione guidata dagli Usa contro l'ISIS in Siria. 
 
"Questa mattina, il Segretario della Difesa [Ashton] Carter ha fornito il suo personale lasciapassare per aprire le linee di comunicazione con la Russia per l “prevenzione del conflitto”, ha dichiarato il segretario stampa del Pentagono Peter Cook ai giornalisti in una conferenza stampa. Le due parti si incontreranno a breve per discutere i modi per evitare possibili conflitti.  "Lo scopo delle discussioni sarà quello di garantire che le operazioni aeree della coalizione in corso non siano interrotti da qualsiasi futura attività militare russa, per garantire la sicurezza degli equipaggi aerei della coalizione e per evitare errore di valutazione e di errore di calcolo", ha detto Cook.

Come vi abbiamo scritto nei giorni scorsi, l'asse Mosca-Damasco ha sgretolato il castello di sabbia della strategia americana e svelato il bluff della "lotta" all'Isis. Ora che c'è chi combatte realmente sul terreno i terroristi, gli Stati Uniti (Nato) devono scegliere da che parte stare.


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La Russia ha formalmente iniziato attacchi aerei in Siria contro l'Isis nella zona di Homs, nelle regioni occidentali della Siria. Lo ha confermato il Ministero della Difesa russo. Reuters riporta le dichiarazioni di un ufficiale americano secondo cui Mosca darà a Washington le coordinata di tutte le sue operazioni con un'ora di anticipo.

"Abbiamo il sospetto", scrive Zero Hedge, che "gli attacchi aerei con il marchio russo contro i militanti dell'Isis saranno molto più efficace di quelli di marca occidentale del passato anno". La vera domanda è se a questo seguirà l'invio di truppe sul terreno da parte della Russia, soprattutto nel caso di abbattimento di uno degli aerei dell'aviazione militare del Cremlino.

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