VIDEO. La prova ultima che a Washington erano a conoscenza (e consapevoli) della nascita dell'Isis

Rapporto della DIA dell'agosto 2012: «Questo crea il luogo ideale per Al-Qaeda (in Iraq), per tornare alle sue vecchie roccaforti a Mosul e Ramadi»

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VIDEO. La prova ultima che a Washington erano a conoscenza (e consapevoli) della nascita dell'Isis




da hispantv
 
Mesi prima della nascita del gruppo terroristico Isis (Daesh, in arabo), il governo degli Stati Uniti era stato informato dalla Defense Intelligence Agency, DIA, sull’ascesa del gruppo takfiro e sulla dichiarazione imminente di un “califfato” in Iraq e Siria.
 
Le vecchie armi immagazzinate negli arsenali militari in Libia sono state spedite dal porto di Bengasi, in Libia, a quelli di Banias (ovest Siria) e Burj Islam (nord-ovest della Siria).
 
Il sito Judicial Watch ha pubblicato di recente una serie di documenti precedentemente classificati da parte del Dipartimento della Difesa e dal Dipartimento di Stato che rivelano come Washington era a conoscenza della spedizione massiccia di armi dalla città di Bengasi ai terroristi che lottano per rovesciare il legittimo governo del presidente siriano, Bashar al-Assad in Siria.
 
La relazione sulla crescente minaccia rappresentata da quello che oggi è conosciuto come il gruppo takfiro, Daesh, così come il fatto che stava ricevendo un sacco di armi dalla Libia, è stata inviata il 5 agosto 2012 alla Casa Bianca. Lo ha segnalato, oggi, l’agenzia iraniana Fars, citando il Judicial Watch.
 
«Le armi degli ex arsenali militari in Libia sono state spedite dal porto di Bengasi, in Libia, ai porti di Banias (ovest della Siria) e di Burj Islam (nord-ovest della Siria). Le armi inviate a fine agosto 2012 erano: fucili da cecchino, RPG (anticarro lanciarazzi a spalla) e razzi 125 millimetri e 155 mm», si legge nel documento.
 
Nel rapporto si avvertiva che il continuo deterioramento delle condizioni di sicurezza avrebbe avuto “conseguenze disastrose sulla situazione irachena” e portato enormi benefici al gruppo terroristico Isis, nato, si legge nell’informativa, da Al-Qaeda in Iraq.
 
«Questo crea il luogo ideale per Al-Qaeda (in Iraq), per tornare alle sue vecchie roccaforti a Mosul e Ramadi», prosegue il documento, aggiungendo che «l’Isis potrebbe anche dichiarare un califfato attraverso la sua unione con altre organizzazioni terroristiche in Iraq e Siria, che costituiscono un grave pericolo per l’unità dell’Iraq e la protezione del suo territorio».
 
Nonostante gli avvertimenti emessi dalla DIA, l’Isis con migliaia di combattenti regionali, europei e americani, ha dichiarato, nel giugno 2014, l’istituzione del suo califfato in alcune zone occupate in Iraq e in Siria, dove ha commesso vari crimini contro l’umanità, tra cui esecuzioni sommarie e rapimenti di massa.
 
Le memorie dell’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, e i documenti trapelati dall’ex analista del National Security Agency degli Stati Uniti, NSA, Edward Snowden, confermano che l’Isis è stato creato da un gruppo composto da elementi dei servizi segreti degli Stati Uniti, del Regno Unito e dal lavoro de regime israeliano per soddisfare gli interessi di Washington e dei suoi alleati in Medio Oriente.
 
L’attacco consolato USA di Bengasi
 
Nelle rivelazioni del Judicial Watch emerge, tra l’altro, che il Dipartimento della Difesa ha riferito quasi subito che l’attacco al consolato Usa nella città libica di Bengasi è stato pianificato dieci giorni di anticipo e compiuti da terroristi legati ad Al-Qaeda.
 
Secondo il testo, l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton e altri alti funzionari dell’amministrazione del presidente USA, Barack Obama, erano consapevoli che era stato messo a punto un piano “per uccidere quanti più statunitensi è possibile.”
 
L’attacco, avvenuto nel settembre 2012, ha provocato la morte dell’ ambasciatore USA, Chris Stevens e di altri tre cittadini statunitensi.
 
Le violenze sono avvenute durante la campagna elettorale negli Stati Uniti. Dopo le elezioni i repubblicani hanno incolpato l’amministrazione Obama per aver nascosto la natura terroristica di quello che è successo per non perdere voti.
 

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