Vincenzo Costa - La Ue: il più grande pericolo per la pace nel mondo

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Vincenzo Costa - La Ue: il più grande pericolo per la pace nel mondo

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di Vincenzo Costa*


Ogni epoca ha un punto decisivo attorno a cui ci si divide. Nel corso dell'Ottocento e del novecento è stato il tema della giustizia sociale.

Non è più questo il tema centrale. Non che sparisca, ma si compone con molti altri, con le identità culturali, con il diritto alla propria storia, con l'abbandono di un'idea di emancipazione che ha mutato di segno, e se prima alludeva alla liberazione del lavoro, se prima significava dire che il lavoro non può essere ridotto a merce, ora ha assunto il senso di dissolvere ogni forma di legame, è' divenuta maschera di un individualismo nichilistico che vuole dissolvere ogni forma di legame.

Ma in questo tornante particolare il centro attorno a cui dividersi è un altro: la questione della guerra.

Che dal punto di vista politico si lega alla questione dell'Europa, della sua identità e del suo ruolo nel mondo.

E' chiaro che la UE è oramai il più grande pericolo per la pace, governata da persone ottuse e prive di trasparenza che non sono state capaci di proporre in questi anni nessun piano di pace, che non hanno avanzato nessuna iniziativa diplomatica per risolvere il conflitto. Lo hanno anzi alimentato, con l'urlo feroce: sconfiggeremo la Russia.

L'unica iniziativa politica rilevante oggi è quella che libera il nostro paese da questa morsa che prima ci ha impoverito, riducendo i salari per decenni, chiedendo sacrifici sacrifici sacrifici, e ora ci espone al tracollo.

Mattarella quando parla sembra sempre uno che è stato sulla luna, dimentica di aver votato tutti i provvedimenti che hanno smantellato lo stato sociale e ridotto i diritti dei lavoratori, perché "l'Europa ce lo chiede".

La UE preleva i nostri soldi e, invece di costruire sviluppo, li orienta verso armi da dare a polacchi, baltici, ucraini. Non ci sono soldi per la sanità ma ci sono soldi per comprare armi.

Ma la UE ora è quella che rischia di trascinarci prima nel disastro economico e poi in una guerra devastante.

E' possibile, anche se con Trump può succedere di tutto, che durante l'incontro tra Putin e Trump Russia e USA raggiungano un accordo, e questo è bene,
perché solo qualche persona caratteriale può desiderare una escalation.

Ma questo accordo può essere l'inizio della guerra per noi se l'Europa continua con il suo puntare alla guerra sino all'ultimo ucraino e avendo come obbiettivo folle la sconfitta della Russia. Qualche matto può mandare missili contro la Russia. Ma poi?

Oggi le persone di buon senso possono avere un solo oboetttivo: dissolvere la UE, questo mostro senza testa, puro istinto, fatto di poteri occulti, che ha divorato tutti i valori dell'Occidente e la sua cultura.
 
E' probabile che se Putin e Trump trovano una quadra la UE sarà scosss da forti fibrillazioni, con i paesi del nord e Rutte (quello che vomitava su noi italiani, qualcuno lo ricorda) che spingono per la guerra, per prepararla, perché inutile negare: non ci stiamo armando per difenderci ma per attaccare la Russia.

L'Italia si tiri fuori da questa gabbia di matti, gestita da uomini delle banche (Macron, Merz), legati all'industria delle armi, con Johnson che ha preso soldi da produttori di armi per fare fallire i negoziati di tre anni fa tra Ucraina e Russia.

Solo qualche spostato crede che si fa questa guerra per i valori. Non bisogna più dare peso a chi pensa così. Pazzi e stupidi ci sono sempre stati nella storia.

Chi è più equilibrato deve prepararsi ad evitare il peggio. E per evitarlo bisogna spingere per liberare l'Italia dall'abbraccio mortale della UE, il più grande pericolo per la pace nel mondo.

*Post Facebook del 19 ottobre 2025

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia (triennale) e Fenomenologia dell’esperienza (biennio magistrale). Ha scritto molti saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri collettanei. Ha pubblicato 20 volumi, editato e co-editato molte traduzioni e volumi collettivi. Il suo ultimo lavoro è Psicologia fenomenologica (Els, Brescia 2018).

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